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Capua. Lunedì 9 settembre 2019 - 76° anniversario del Bombardamento di Capua. Di Camillo Ferrara

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

bomb1Capua durante il corso della sua gloriosa ed immensa storia, non e’ mai venuta meno agli appuntamenti di distruzione e di morte,come quello del 9 settembre 1943, che oggi, solennemente, vuole ricordare.

Il bombardamento di quell’infausto giorno, come gia’ vi ho detto nei giorni scorsi, causo’ la distruzione del 75% della Citta’ e 1062 morti.
Non si e’ mai potuto stilare un elenco nominativo definitivo per ricordarli tutti perche’ molti sono stati indicati solo con un numero ,in quanto sconosciuti. I nostri concittadini convinti che la guerra fosse finita con l’Armistizio dell’8 settembre, armistizio che per loro voleva significare l’agognata pace, si riversarono per le strade pieni di gioia e si recarono nelle Chiese cittadine per ringraziare il Signore. Ma mai avrebbero pensato che da quel giorno sarebbe iniziato per loro un tragico e doloroso periodo : erano le 9.10 del mattinio, giusto dopo dodici ore dall’Armistizio, quando una potentissima formazione aerea, formata da 12 fortezze volanti, lascio’ cadere sulla Citta’ decine e decine di tonnellate di bombe che distrussero case, chiese, monumenti ed anche la bellissima Cattedrale, che era una delle piu’ antiche e belle di tutta l’Italia Meridionale.monumento cadutiDinanzi alla vecchia caserma dei Carabinieri, perirono quasi tutti i componenti di una colonna di 300 soldati che fu sorpresa dal bombardamento e insieme ad essi anche quasi tutti i carabinieri in servizio nella caserma. La Pretura fu colpita e centrata in pieno e in essa perirono il Pretore Ferorelli che fu trovato cadavere sotto una scrivania abbracciato con la piccola Vincenzina Carbone, di soli tre anni , figlia del compianto Renato Carbone ,che prestava servizio nella Pretura. Nella stessa pretura trovo’ la morte anche l’avvocato Gaetano Treppiccione .Il Pretore al primo scoppio delle bombe prese la bimba e la strinse a se nell’atto di proteggerla. Il nostro concittadino Domenico Papa fu trovato cadavere in un portone di via Gran Priorato di Malta, Luisa D’Ambrosio, Matilde Aulicino e Mario Cicchitto e moltissimi altri, trovarono la morte nel ricovero del Pirotecnico Esercito. Ricciardi Bartolomeo, un cugino di mio padre, mori sotto le macerie della Cattedrale e nella stessa giornata trovarono terribile morte due dei suoi figli, Rosa e Mario ed i figli di quest’ultimo Andreana, Giuseppe e Rosa : il piu’ grande aveva 5 anni ! L’infermiere Casale Francesco Paolo fu trovato cadavere sotto le macerie di un’abitazione nei pressi del Monumento ai Caduti. Molti altri nostri concittadini rimasero prigionieri della macerie e le loro grida d’aiuto e i loro lamenti furono uditi per doversi giorni: La piccola Assunta Bellini trovo’ tragica morte sotto il bancone della farmacia di via Duomo, dove la madre per proteggerla dalle macerie e dalle schegge delle bombe l’aveva ricoverata. Fu udita per alcuni giorni invocare la mamma e poi…arrivo’ la morte ! A via Roma, e precisamente nelle macerie del Palazzo Ingicco,in via Roma, gridarono aiuto Umberto Martucci, Elena Manzi, Maria Ingicco, il fratello Sandro Ingicco e la loro madre. Ma, continua a raccontare Vittorio Sortini, l’ odissea dei sopravvissuti fu quella di individuare il luogo in cui i loro congiunti si trovassero al momento cruciale del bombardamento, e fu un terribile incrociare di domande e di tentativi di scavare, nella speranza, che mai venne meno, di poter almeno piangere, su una tomba. Con il bombardamento del 9 settembre si concludeva il primo tragico ciclo di sofferenze iniziato dal 15 luglio 1943 con i primi attacchi aerei e dopo il tragico bombardamento il martirio della nostra cara Capua continuo’ con la gloriosa Resistenza che aggiunse lotte, sofferenze, ed immani sacrifici evidenziando, nello stesso tempo, il coraggio del popolo capuano che pago’ , piu’ di ogni altra Citta’ di Terra di Lavoro, il maggior tributo di sangue con oltre 500 morti trucidati o morti nei combattimenti contro i tedeschi, tra il settembre e l’ottobre del 1943. Capua pago’ il piu’ doloroso ma anche il piu’ glorioso tributo alla Resistenza.
Ma di questo parleremo nei prossimi giorni per prepararci al ricordo di Carlo Santagata e dei tanti partigiani capuani che offrirono la loro stessa vita per la nostra liberta’.
Aviva Capua oggi e sempre !!


VIVA CAPUA OGGI E SEMPRE !

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