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Capua. Vigne Chigi, l'azienda vitivinicola di Giuseppe Chillemi presente al Vinitaly

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

 

etichettavino chillemiC’è anche un pizzico di Capua al Vinitaly del 2019. L’azienda che fa capo a Giuseppe Chillemi, Vigne Chigi, sarà infatti nuovamente tra i protagonisti dell’annuale manifestazione nazionale ed internazionale dedicata al vino e non solo che si terrà dal 7 al 10 Aprile a Verona. Vigne Chigi sarà presente con i suoi cinque vini, ossia  il Pallagrello Bianco, il Casavecchia, il Cretaccio, il Pallagrello Nero e Rosa Canina;  in esposizione anche un formaggio particolarissimo ed antichissimo, il Capotempo di Capua, sempre marchio Vigne Chigi. Il Capotempo di Capua, il cui marchio è stato registarto da Chillemi,  e’ un formaggio a crosta fiorita prodotto con il latte di vacca Bruna a stabulazione libera nell’areale capuano, l’alimentazione è tradizionale con fieni aziendali e cereali. Viene coagulato  con  caglio liquido di vitello e la rottura della cagliata avviene dopo 40 minuti dall’inoculo del caglio ed e’ abbastanza grossolana così da mantenere, anche a stagionatura prolungata, la sua tipica accentuata morbidezza. Messo in forma, lo spurgo del siero viene effettuato con un processo di stufatura, per una durata di circa 3 ore, durante le quali avvengono continui rivoltamenti delle forme. Dopo 24 ore avviene la salatura, a secco, e successivamente inizia la stagionatura e la lavatura con il vino Pallagrello Bianco di Vigne Chigi, ambedue variabili quantitativamente  a seconda della pezzatura della caciotta. La stagionatura dura da un minimo di  60  ad un max 150 giorni. Quanto ai vini delle Vigne Chigi, esse sono definite come “una passione travolgente, un sogno da realizzare, il richiamo ancestrale della terra, una filosofia di vita hanno fatto nascere Vigne Chigi. Inseriti in un contesto naturale di straordinaria bellezza, in un' area dove i terreni sono da secoli vocati alla viticoltura,dopo anni di sola coltivazione, abbiamo deciso di vinificare in proprio le nostre uve. Ai nostri vigneti dedichiamo ogni giorno lavoro, attenzione e tanta passione con l'obbiettivo di creare vini unici, capaci di valorizzare un patrimonio territoriale assolutamente straordinario. La nostra idea è che i nostri vini, per essere unici ed eccellenti, debbano essere anche in grado di esprimere la tipicità che solo le nostre terre baciate dal sole sanno dare. Da qui la grande fiducia verso due vitigni autoctoni: Casavecchia e Pallagrello bianco e nero, capaci di creare vini inconfondibili e di grande personalità. Si tratta di vitigni antichi che i Borbone scoprirono sin dall’inizio del loro regno e da cui ottenevano vini da servire a corte unitamente ai grandi vini stranieri. Ferdinando IV apprezzò talmente queste uve da ordinare ai giardinieri di corte di inserirle in due dei dieci raggi della spettacolare Vigna del Ventaglio. Ecco il motivo della scelta di riprodurre sulle etichette i cani da caccia reali, altra grande passione dei sovrani. La posizione dell'Azienda è l'ideale per coloro che soggiornando nella zona, potranno unire la passione per l'arte a quella enogastronomica e conoscere la cultura e le tradizioni del nostro territorio”. Complimenti al nostro concittadino.

 

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