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Capua. Fermiamo lo scempio nella Cattedrale di Capua

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

 

criptaIn questa settima tappa ritorno nella mia amata città. Come è stato denunciato da alcuni giornali, dalla Pro Loco e dal TCI, un altro pezzo della nostra memoria storica e religiosa è stato eliminato. Infatti la Diocesi e la Soprintendenza hanno adottato una scelta drastica con l’abbattimento di una preziosa cripta con un Cristo, un luogo simbolo di tutta città, non solo dei credenti,.
La Cattedrale di Capua nel corso dei suoi 12 secoli di vita è stata più volte sottoposta a restauri, rifacimenti e ricostruzioni integrali. I vari interventi hanno riguardato tutti gli ambienti dell'importante sito religioso tra cui la cripta del Succorpo. La cripta originaria fu realizzata per volere dell'Arcivescovo Metropolita Erveo. Arcivescovo dal 1072 al 1086, si fece promotore di un programma di ampliamento della Cattedrale di fondazione longobarda, aggiungendo un quadriportico, ad imitazione della Basilica di San Pietro in Roma, ridefinendo e ridecorando gli ambienti del Coro ed infine aprendo un piccolo ambiente sotterraneo, alle spalle dell'altare maggiore. La cripta di Erveo risultava inaccessibile: una grata in metallo ne impediva l'accesso. La sua funzione originaria era quella di accogliere le reliquie dei Santi martiri venerati nella Chiesa capuana e solo un semplice lume, acceso dalla pietà dei fedeli, poteva penetrarvi.
La piccola cripta fu restaurata una prima volta dall'arcivescovo Cinzio della Pigna nel 1288 ed in maniera più estensiva dall'arcivescovo Nicola Caracciolo nel '700. L'arcivescovo tra il 1719 ed il 1724, nell'ambito di un vasto intervento di restauro della Cattedrale, ampliò l'antica cripta, fece edificare al suo centro un tempietto ad immagine dell'Edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme, al cui interno fece collocare una statua in marmo della "Deposizione del Cristo" scolpita da Matteo Bottiglieri. L'intera cripta, così come la cattedrale, fu riccamente rivestita di stucchi barocchi mentre il tempietto fu decorato con le colonnine ed i pannelli musivi dell'antico Coro ormai smembrato.
Dinanzi all'ingresso del Tempietto fu infine collocato un pregevole mezzobusto della SS. Vergine Addolorata. La cripta così configurata subì restauri minori nel corso del XIX sec ( con nuove ridipinture e ripavimentazione) giungendo così al 9 settembre del 1943, giorno terribile per la città di Capua. Un'imponente incursione aerea Alleata distrusse gran parte del centro storico, danneggiando in modo grave la Cattedrale. Nelle settimane e nei mesi seguenti al bombardamento si provvide alla rimozione degli arredi scampati alla distruzione. Dalla cripta, la cui volta cedette parzialmente, furono cosi estratte le due pregevoli sculture e gli arredi medievali reimpiegati nella decorazione del tempietto e della pavimentazione. La cattedrale fu ricostruita tra il 1949 ed il 1957 e durante questo intervento all'interno della Cripta fu restaurato l'antico tempietto, privato delle decorazioni barocche e dei pannelli musivi più pregevoli ( che oggi sono visibili nella Cappella dell'Immacolata Concezione della cattedrale), che tornò ad accogliere il Cristo Deposto, così come voluto dall'arcivescovo Caracciolo.
Ora questo gioiello è stata abbattuto per scelta architettonica, sembra per evitare il rischio di infiltrazioni. Come ha commentato su FB Pompeo Pelagalli si stenta a credere alla eliminazione dello storico tempietto della cripta del Duomo realizzato a somiglianza del Santo Sepolcro ed inaugurato solennemente il 23 aprile 1723 nella eccezionale occasione del passaggio del cardinale di Benevento che andava a Roma ove fu eletto Papa Benedetto XIII accolto dal nostro Arcivescovo Cardinale Caracciolo - come ricorda Mons Ceraso nella sua guida della Cattedrale di Capua alle pagine del 1915.
Il tempietto descritto era ancora intatto e uguale quando furono rimosse le macerie del superiore presbiterio, come molti testimoniarono. Quindi venne salvato questo piccolo sepolcro con il suo pronao, le colonne e i capitelli e gli elementi musivi che ricordavano le origini e le pie intenzioni dei predecessori Longobardi, normanni e successivi, che lo hanno sempre conservato. Quello che non poterono i bombardamenti americani, oggi lo hanno ottenuto i nuovi barbari e gli inetti operatori della soprintendenza. Ecco come commenta lo scempio l’esponente del TCI: “Non ho capito la ragione di questa eliminazione. È veramente la cancellazione di un pezzo di storia, della nostra memoria collettiva. Come fu fatto a suo tempo per il ponte romano senza che alcuno intervenisse. Ancora una volta viene inferto un duro colpo alla storia millenaria alla nostra città, senza che alcuno abbia alzato un dito! “.

 

di Pasquale Iorio 

 

 

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