S.Angelo in F.: Basilica Benedettina, lavori in corso da dieci anni

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

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Agli organizzatori del convegno sui “lavori in corso” – tenuto a Capua il 9-02-18 nell’Aula Magna del Dipartimento di Economica Unicampania – va riconosciuto il merito di aver riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica il futuro della Basilica Benedettina di S. Angelo in Formis. Dai vari autorevoli interventi è emersa una rinnovata volontà di fare rete e cooperare per restituire alla comunità un gioiello del nostro territorio, dal valore inestimabile, patrimonio dell’umanità. A partire dal sindaco Eduardo Centore ed Assessore all’Urbanistica fino al direttore Izzo del Dipartimento sono stati rilevati i contenuti ed i valori religiosi, spirituali del monumento di epoca medioevale, espressione e sintesi meravigliosa della millenaria storia della città di Capua (l’altera Roma). Sulla dimensione artistica ed architettonica dell’opera – ed anche sulle sue ricadute turistiche ed economiche – si sono soffermati in modo competente il soprintendente Salvatore Buonomo e la Direttrice Maria Uitli del segretariato Regionale Mibact. Nonostante l’ottimismo che è trapelato nei vari interventi, in particolare dei progettisti dei lavori di restauro finora realizzati, nel dibattito sono emersi anche alcune criticità su cui permangono ancora dubbi e preoccupazione relativi ai tempi e modalità di completamento e restituzione alla fruibilità del bene comune da parte dei cittadini e dei visitatoti, che qui arrivano da tutto il mondo, richiamati dal fascino sublime degli affreschi.
Innanzitutto rimane deplorevole il fatto che da quasi dieci anni metà della navata rimane transennata per cui la Chiesa non è ancora agibile,

come più volte ha denunciato il parroco don Duonnolo. I lavori di restauro si trascinano in modo estenuante tra lentezze burocratiche del Ministero e dei vari organi di competenza. Nessuno è in condizione di indicare le modalità e i tempi esatti in cui si prevede la conclusione dei lavori in corso, dei quali è stata consegnata una prima parte di un finanziamenti di 3 milioni di E. Ora si attende l’avvio della fase che riguarda il restauro dei preziosi affreschi (con l’affresco di una maestosa Via Crucis unica al mondo). Secondo le ultime notizie è in atto un contenzioso amministrativo tra la ditta romana che deve eseguire i lavori con il Mibact, che condiziona questa attività che dovrebbe essere risolutiva per la consegna della Basilica nel suo antico splendore.
Nello stesso tempo va richiamato l’intervento dell’ archeologa Marialuisa Nava – profonda conoscitrice della storia e dell’arte del nostro territorio, in quanto è stata anche direttrice del Museo Campano. Insieme a lei, anche la dott.sa Laura Lonardo dell’Ass. Apollon ed il prof. Croci dell’Università di Roma, hanno lanciato un allarme sulla tenuta della staticità del monumento ed evidenziato i rischi che sovrastano sulla Basilica (e sulle costruzioni adiacenti) per il dissesto idrogeologico che da decenni si è consumato sull’intera area. In particolare sull’antico muraglione di origine romana, eretto a difesa e tutela di un antico tempio pagano su cui è stata basata ed eretta la Basilica attuale, anche a seguito di pericolose infiltrazioni dovute alle devastante cave (ora dismesse). Su questo aspetto occorre una urgente perizia tecnica ed un monitoraggio ambientale.
Altre osservazioni sono emerse dagli interventi della prof. Alessandra Petriccioli (storica dell’arte della Federico II) e dell’architetto Giuseppina Torriero della Sovrintendenza. Entrambe hanno sottolineato che per la procedura avviata per il naturale riconoscimento della Basilica come patrimonio Unesco non bastano le bellezze di tipo artistico ed architettonico della chiesa di epoca medioevale e benedettina, ma occorre tener conto del paesaggio circostante. Infatti, pur essendo già entrato a far parte di una “tentative list” ora il monumento deve passare al vaglio di una commissione scientifica. E qui sorgono seri problemi in quanto si tratta di un bando cosiddetto “seriale”, che vede in competizione diversi altri monumenti in tutta Italia, tutti di inestimabile valore e prestigio. La differenza verrà fatta dalla qualità dalla tenuta del contesto paesaggistico ed urbanistico in cui sono inserite le varie opere (la chiamano “buffer zone”). E qui casca l’asino a seguito dei disastri ambientali che nei decenni hanno deturpato il paesaggio (si pensi alle orrende cave proprio a ridosso della basilica e sul Monte Tifata). Per non parlare degli scempi ed abusi edilizi commessi intorno alla Basilica, all’incuria delle vie di accesso e delle infrastrutture per l’accoglienza. Tutto questo può pesare e condizionare in modo negativo le decisioni dei commissari, mettendo a rischio la possibilità di inserire la Basilica nella lista da promuovere in sede Unsesco (come già è avvenuto a Capua in una precedente occasione). Su questo occorrerebbe una rinnovata presa di coscienza e di responsabilità da parte delle classi dirigenti e delle istituzioni locali, come ha sottolineato anche il sottosegretario Antimo Cesaro, a conclusione del convegno.

Pasquale Iorio

 

 
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