Capua: Cronaca del convegno sul futuro del Museo Campano, è mancata la voce della Provincia

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

Museo Campano ScalaIl convegno organizzato venerdì scorso nella sede del DILBEC Università L.Vanvitelli è stata una occasione per discutere del futuro del Museo Campano. A mio avviso è stata un evento riuscito in parte, una lodevole ed autorevole inizaitiva promossa dalle università, dopo la bella esperienza delle “didascalie parlanti”. Ancora una volta gli intellettuali e le associazioni sono scesi in campo a sostegno di una battaglia di civiltà, con l’apporto di competenze scientifiche e forti motivazioni di cittadinanza democratica. A dire il vero sono intervenuti anche autorevoli esponenti del Governo e del Parlamento, della Regione Campania e del Comune di Capua, oltre al Direttore amministrativo del Museo. Purtoppo è mancata la voce e la proposta che tutti si aspettavano: quella del Presidente della Provincia a cui compete la principale responsabilità.
Nonostante le belle dichiarazioni che abbiamo ascoltato dai vari interventi, ancora una volta le istituzioni non hanno indicato la via e soluzioni concrete: in primo luogo convocare ed attivare il Comitato Promotore a cui affidare la gestione e programmazione degli atti necessari per un progetto di rilancio, di valorizzazione e sostenibilità per il futuro del Museo Campano di Capua. Si tratta di un atto dovuto alla luce degli impegni assunti in modo solenne nella Audizione in sede di Commissione Cultura della Regione Campania ed anche in sede di MIBACT. Ancora una volta il sottosegretario A. Cesaro ha ricordato lo studio del Mibact con una proposta di Protocollo d’intesa da mesi inviato ai vari enti (Regione Campania, Provincia di Caserta e Comune di Capua), aperto al Terzo settore e Università. Di cui nessuno parla.
E’ giunto il momento che ognuno assuma le proprie responsabilità per il futuro di quello che va considerato come “il monumento più insigne della civiltà italica” (Maiuri). In base alle dichiarazioni del presidente De Luca, la Regione è pronta a fare la sua parte con risorse finanziarie e competenze da mettere in campo. Occorre definire il soggetto amministrativo ed istituzionale di governo del processo.
Spetta al nuovo Presidente della Provincia fare il primo passo e convocare il tavolo istituzionale. In caso contrario, tocca alla Regione ed al Mibact intervenire per portare a soluzione una vicenda che si trascina da due anni.
Tutti insieme dobbiamo fare in modo che il Museo Campano non sia una delle vittime sacrificali di un crisi assurda e disastrosa in cui versa la Provincia di Caserta, una vera e propria situazione di bancarotta. Tutti si dichiarano meravigliati, ma nessuno si muove per trovare vie di uscite. Gli enti locali assistono inermi, tra incompetenza ed incapacità amministrative. Mentre quelli di livello regionale e nazionale (a partire dal Mibact) assistono con indifferenza, in dispregio della storia e cultura dei nostri territori. In questo modo le affascinanti Matres Matutae (una raccolta unica al mondo) vengono violate, mortificate ed abbandonate, insieme alle Tanagrine, al Lapidario di Mommsen, alla statua del Dio Volturno, ai reperti dell’epoca federiciana e longobarda e tante altre inestimabili opere d’arte, patrimonio dell’umanità.
In ogni caso, come rete di associazioni – con le Piazze del Sapere in prima fila - continueremo la mobilitazione con iniziative anche di forte impatto, grazie anche all’apporto del mondo della conoscenza e del sapere.
Pasquale Iorio

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