Capua: il teatro che comunica sull'incomunicabilità

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

 

Mauro300517"Cose da pazzi" si sentiva spesso ripetere dall'attore Francesco Antinolfi, che come il pubblico, era incredulo davanti al ginepraio di personaggi che gli si parava davanti. Frase perfetta per definire le situazioni che si sono susseguite sul palcoscenico, grazie al gruppo teatrale "La Seta Storta", che scatenavano con facilità l'ilarità del pubblico con maree di risate che si riversavano nella sala gremita della chiesa di San Martino, il giorno 27 Maggio. Una serata all'insegna del divertimento che è culminata con vari spunti di riflessione con un tema ormai troppo attuale: l'incomunicabilità. <<L'incomunicabilità è l'incapacità di spostarsi dalla parte delle altre prospettive che abbiamo di fronte>> così la definisce la maestra e l'attrice Annamaria Cembalo nel monologo che ha presentato sul finire dell'atto unico di "Parlamme e nce capimm", andando a toccare anche argomenti spinosi come la smania di potere che genera <<malessere, disuguaglianza, perdita, frustrazione e solitudine>> allacciandosi a vari temi e toccando il pensiero di vari autori come Pasolini, Nietzsche, Leibniz e Dostoevskij. "La Seta Storta" è ormai un gruppo consolidato sul nostro territorio, capace di regalare ore di piacevole e ottimo teatro contornato sempre da numerose riflessioni di sfondo storico e filosofico. Gli attori che lo compongono sono: Annamaria Cembalo, Francesco Antinolfi, Daniela D'Auge, Anna Lisa Vito e Pietro Farina, che, con le loro uniche forze e capacità costruiscono, partendo dalle fondamenta ogni spettacolo. Capita anche spesso di vedere che varie arti si mescolano con quella teatrale, come per la serata del 27 Maggio hanno "recitato" sul fondale della scenografia vari dipinti di Salvatore Vito e le situazioni paradossali sono state catturate dalla maestria del fotografo Claudio Morlando. Associato al gruppo, la maestra Cembalo dirige anche un laboratorio teatrale presso Teatro Basso in Via Roma N 123 una ulteriore realtà fatta di aspiranti attori colmi di passione che si incontrano con lo scopo di imparare l'antica arte della recitazione, un modo per distruggere la <<Babele dei vari idiomi>> e arrivare a comunicare nelle coscienze di tutti poiché, per citare il grandissimo Carmelo Bene, <<l'arte è la volontà di esprimersi>>.

 

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