Capua: Cronaca di una morte annunciata: il Museo Campano

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

Museo Campano CapuaIeri in un convegno a Mondragone il Presidente della Regione Campania V. De Luca ha annunciato in modo solenne che vi sarà un intervento per garantire alcuni diritti fondamentali dei cittadini della nostra terra: quelli dell’istruzione (nelle scuole superiori nemmeno le condizioni igieniche non sono degne di un Paese civile, come la sicurezza della viabilità) e della cultura per il futuro del Museo Campano. Da oltre un anno come rete di associazioni stiamo chiedendo un autorevole provvedimento (amministrativo e di governance) per salvare uno dei monumenti più prestigiosi del nostro patrimonio storico ed artistico. Di fronte alla situazione catastrofica della Provincia, in preda ad una vera e propria bancarotta istituzionale e politica, occorre un atto di responsabilità delle due istituzioni competenti: in prima battuta della Regione, e in sua assenza del Governo con il MIBACT, gli unici che hanno risorse e competenze per un efficace progetto di valorizzazione e sostenibilità. Allo stato il Museo Campano langue in una condizione pietosa: senza organici per la sua gestione e senza figure professionali per la sua promozione e manutenzione. Oggi sonio passato e ho verificato che su una pianta organica prevista di oltre 20 addetti, erano al lavoro solo 3 operatori per un monumento che si estende per oltre 30 sale espositive, con una enorme quantità di reperti, con veri gioielli di arte ed archeologia (come le Matres Matutae).
Da tempo il portale principale di palazzo Antignano di epoca aragonese è chiuso (quello che dà accesso diretto al lapidario Mommsen e del Dio Volturno, alle sale delle Matres). Da settimane non vengono effettuate le pulizie a seguito dello sciopero dei lavoratori senza stipendio e senza diritti fondamentali. Nei giorni scorsi ( in occasione delle festività pasquali ed altri ponti), il Museo è rimasto chiuso: una vera beffa per centinaia di visitatori giunti da tutto il mondo. Un grave danno per le perdite dei mancati incassi, ma soprattutto per l’immagine del nostro Paese. Siamo ormai al collasso.
Per questo motivo diciamo ai vari organi istituzionali che è finito il tempo delle declamazioni, bisogna passare ai fatti. In primo luogo alla Provincia tocca il compito urgente di attivare quel tavolo tecnico ed istituzionale per ripristinare il minimo di governo amministrativo. Alla Regione ed al Governo tocca il compito di mettere in campo risorse ed azioni autorevoli di accompagnamento in questa direzione – come da tempo ha proposto lo stesso sottosegretario Antimo Cesaro, con un Protocollo, che finora è rimasto nei cassetti dei vari enti competenti (compreso il Comune di Capua e la stessa Provincia).
Di fronte a questa situazione di stallo, come rete di associazioni abbiamo deciso di alzare il livello della mobilitazione. Dopo aver presentato un progetto di rilancio passeremo all’azione, a partire dalla organizzazione di un presidio e di una vera e propria catena umana per salvare il nostro Museo, per ridare un futuro alle radici della nostra storia ed identità culturale.

Pasquale Iorio – Le Piazze del sapere/Aislo

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