Capua: Carlo Santagata e la Resistenza Capuana. Il ricordo e la storia a cura di Camillo Ferrara

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

 

carlo santagata 11Si dice che un popolo senza memorie non ha futuro! Perciò non bisogna ssolutamente farci sfuggire l’opportunità prima che la “memoria“ degli eventi passati si perda per sempre, perché il passato è la luce che illumina la via del presente. Il futuro che è nelle mani dei più giovani però si costruisce anche con l’apporto decisivo delle famiglie, degli insegnanti e soprattutto con l’azione forte e fondamentale delle nostre Istituzioni, come strutture della vita collettiva.

 

 

E’ con queste precise premesse e con questo “credo“, come è ormai mia consuetudine, insieme all’Amm.ne Comunale, ho organizzato, come ogni anno, per mercoledi 5 ottobre prossimo, il 73esimo anniversario del martirio del giovane eroe CARLO SANTAGATA, trucidato da un nucleo di soldati tedeschi, ovvero da belve naziste, il 5 ottobre del 1943 in via Santa Maria Capua Vetere dove è il Cippo e lo stesso albero di gelso dove fu impiccato, dopo essere stato prima ferito, seviziato e mitragliato dopo essere spirato. Carlo Santagata era appena sedicenne ma aveva già un carattere forte e un coraggio leonino. Quel terribile mattino, che, poi, resterà indimenticabile e che lo consegnerà alla Storia, tornava, in bicicletta, da Santa Maria Capua Vetere dove aveva comprato una pagnotta di pane per la sua famiglia. All’altezza dell’osteria “O Pagliariello “, proprio al bivio per via Grotte San Lazzaro, fu fermato da un drappello di soldati tedeschi che, dopo averlo perquisito, gli tolsero dal polso l’orologio, ragalatogli dal padre, e una pagnotta di pane che era andato a comprare a Santa Maria C.V. per la sua famiglia. Il sopruso subito fece scattare nel suo animo la voglia di ribellarsi.

 

 

Andò immediatamente a prendere un moschetto che aveva sotterrato insieme ad un buon numero di bombe a mano. Quindi Carlo, per avere nascosto armi e munizioni, era già affiliato ai numerosi gruppi clandestini della Resistenza capuana. La determinazione di affrontarli non fu solo, quindi, per la pagnotta di pane e per lo scippo dell’orologio, ma per uscire allo scoperto e combattere a viso aperto quelli che considerava i veri nemici dell’Italia. A nulla valsero le raccomandazioni delle signora Luisa Petito che lo scongiuro’ di desistere da quell’azione che gli sarebbe, poi, costata la vita. Il giovane “guastatore“, proseguì, imperterrito, la sua corsa verso la morte attaccando, da solo, il gruppo di quei prepotenti tedeschi con colpi di moschetto e con il lancio di alcune bombe a mano. Ma quando il moschetto si inceppo' fu, immediatamente, catturato dai tedeschi che, verso le 15.00, dopo averlo ferito e seviziato, lo fecero salire su di un tavolo posto sotto un albero di gelso e, dopo avergli spezzate le gambe con i calci dei loro mitra, lo impiccarono ad un ramo dell’albero e, dopo che l’eroe spiro', mitragliarono il suo corpo con diverse raffiche.

 

 

Quell’indimenticabile giorno di ottobre il giovane Carlo Santagata passò alla storia per quel limpido atto di guerra fatto per liberare la nostra Città dal nemico nazista. Per questo fu insignito, post mortem, di Medaglia d’Oro della Resistenza. La motivazione dice testualmente: “Giovane sedicenne, pur reso edotto dal pericolo cui andava incontro, si impegnava, da solo, in azioni di guerriglia contro le truppe tedesche ripieganti tra Santa Maria C.V. e Capua. Catturato dal nemico, seviziato e impiccato, immolava la sua giovane esistenza con serenità e virile coraggio. Luminoso esempio del tradizionale eroismo della gioventù italiana“. Il giorno successivo, il 6 ottobre 1943, il tenente Alessandro De Rosa, con un gruppo di coraggiosi riuscì, con una splendida azione di guerriglia, a fermare e ad arrestare quel gruppo di belve, aprendo così le porte alle truppe inglesi che si trovavano ferme nei pressi di Santa Maria Capua Vetere. Con il ten. De Rosa Alessandro vi erano: Caputo Carmine di Pasquale da Capua, Belli Raffaele di Antonio da Palma Campania, Martino Gennaro di Vincenzo da Capua, Grimaldi Ciro di Antonio da Capua e Rocco Bizzoco di Michele da Capua. Nella stessa giornata del 5 ottobre 1943 e nei giorni successivi, persero la vita, trucidati dai tedeschi, molti altri nostri concittadini. Qui non è possibile elencarli tutti. Le rappresaglie sanguinarie dei tedeschi avvennero specialmente a Santa Caterina, a Porta Roma, al Rione Macello, a via Pomerio e a via San Salvatore.

 


Il luminoso episodio di Carlo Santagata è l’unico che sia stato ricordato della Resistenza di Capua, ma non è isolato perché è tutta la Città che si ribella ed insorge contro l’oppressore nazista. Al Rione Santa Caterina quattro carabinieri libici attaccano i tedeschi ed uno di loro, colpito in piena fronte venne ucciso; un soldato, sorpreso a tagliare i fili del telefono, viene barbaramente massacrato; i fratelli Paternuosto di anni 31 e 20 vengono uccisi dai tedeschi travestiti da americani; Ermelindo Pesce viene arrestato e mandato al campo di concentramento di Sparanise per non aver voluto consegnare le liste di leva dei giovani che non avevano risposto all’appello; il 5 e 7 ottobre Capua piange i morti di Porta Tifatina. Sempre il 5 ottobre, vengono fucilati Leonardo Zaccariello, Francesco Zarrillo, Biagio di Rienzo, Carmine De Maio, Pasquale Palazzo, Salvatore Bonaguro, Michele Di Palma, quattro militari italiani, l’invalido Poito e l’invalida Zuppa.

 

 

Il 7 ottobre, a Porta Roma, vengono fucilati Nicola Di Benedetto, Gabriele Boccia, Giuseppe De Gennaro, Ottavio Rigoni, Pasquale Taddeo, Cipriano Diana e Mario Diana di appena 12 anni. E tanti altri che, in questo momento, mi sfuggono e, per questo, ne chiedo venia. La Resistenza però fu anche fatta da tantissimi scugnizzi capuani, capeggiati da Tommaso De Rosa che ha lasciato scritti i suoi ricordi e le sue azioni. Ma accanto alla Resistenza armata Capua offrì, alla grande causa, anche nobili episodi di valore civile. E’ giusto ricordare il prof. Luigi Garofano Venosta, che riuscì a salvare tutto il patrimonio artistico del Museo Campano dalle razzie tedesche. Devo necessariamente ricordare il Comitato di Liberazione, composto dai nostri concittadini, che agivano in modo clandestino: Alberto Iannone, Antonio Affinito, Luigi Garofano Venosta, Aniello Tucci e Zaccaro Mario. Ne facevano parte anche: Accurzio Raffaele, Accurzio Andrea, Monetti Pasquale, Vincenzo Pontillo, Giovanni Scialo’, Giovanni Rendina, Pompeo Rendina e gli operai del Pirotecnico Esercito Antimo Fontana, Raffaele Giaquinto e il sacerdoto Anucio D’Ambrosio.

 


Dicevamo che anche gli “scugnizzi“ capuani si diedero da fare per contrastare il nemico sanguinario. Questi erano guidati dal Salvatore Conte, coniugato con la signora Olga Barone, Bernardino Bossa, Michele Letizia, Carlo Patrillo, Pierino De Gennaro, Tonino Paglino e Tommaso De Rosa, che in seguito ricorderà gli episodi salienti che videro per protagonisti questi ragazzini che facilitarono la Resistenza e la Liberazione di Capua.
Non è possibile, purtroppo, descrivere, con minuzia di particolari, tutte le azioni di guerriglia e tutti i nominativi di coloro che ebbero salva la vita e di tutti quelli che la donarono per liberare Capua. Se la redazione di Capuaonline è d’accordo, posso farla in alcune puntate da quantificare, vista la vastità della materia.

 


Quindi MERCOLEDI' TROVIAMOCI, ALLE ORE 11.00 AL CIMITERO DI CAPUA PER LA SANTA MESSA IN RICORDO DI CARLO SANTAGATA E DI TUTTI I CADUTI DELLA RESISENZA CAPUANA E, A SEGUIRE, AL CIPPO IN VIA SANTA MARIA CAPUA VETERE PER UN OMAGGIO FLOREALE DA PORRE DAVANTI AL LUOGO DELLA MORTE DEL NOSTRO EROE. ALLE 18.00 NEL SALONE CONSILIARE DEL COMUNE DI CAPUA CONFERENZA DI ADOLFO VILLANI SULLA RESISTENZA DI TERRA DI LAVORO ED IN PARTICOLARE DI QUELLA CAPUANA. Tutto questo per non “dimenticare" tutti coloro che sono morti per noi, per le nostre famiglie e per donarci un avvenire di libertà e di democrazia. VIVA CARLO SANTAGATA E TUTTI I MARTIRI DELLA RESISTENZA CAPUANA!!!

 

CAMILLO FERRARA

 

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