Al Palazzo Lanza la Giornata della Memoria a cura della FIDAPA

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

capua 1A cura della locale Associazione «Fidapa», diretta dalla preside Angelina Lanna, si è tenuta a Capua la celebrazione della «Giornata della memoria». La manifestazione, moderata da Vincenzo Corniello, giornalista de «Il Mattino», ha voluto essere una ulteriore testimonianza su uno dei momenti più cupi e sanguinosi della storia italiana ed europea del Novecento.
Nell'introdurre il lavori Corniello ha sottolineato, tra l'altro, che «queste manifestazioni devono essere non solo momenti per ricordare un tragico passato - ha riferito - ma anche pungolo per la memoria, specie per quella delle nuove generazioni, perché la storia possa insegnare, da maestra di vita quale è. Auspico che il ricordo di quegli eventi possa impedire che si ripetano, affinché mai nessuno abbia a sperimentare il male nella sua più crudele essenza. E per farla nostra - ha ancora aggiunto Corniello - rammento la frase di Kennedy "Non chiedere al tuo Paese cosa può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese". Per evitare che le popolazioni siano pronte a ripetere ancora gli errori di quel funesto passato, - ha ancora affermato il giornalista del Mattino - ricordo l'epitaffio sulla lapide dei martiri dell'olocausto nucleare di Hiroshima "Riposate in pace perché noi non ripeteremo l'errore"».
Una peculiarità, quella della manifestazione capuana, perché nell'ameno palazzo Lanza, dove si è tenuta, gli ospiti si sono ritrovati in un salotto letterario piuttosto che in un'arida sala. Laddove l'ambiente familiare riscontrato si confaceva in maggior misura con le trattazioni. Ancor più quando, e per lo più delle volte, si è narrato di episodi riguardanti l'olocausto di minori. Andando a raccontare quanto è più caro a tutti: la violenza verso i bambini.
A relazionale sulla Shoah il professore Antonio Sapio, dirigente scolastico, oltre che scrittore, storico e saggista che ha intersecato tra l'inferno dei lager europei e italiani, con una dettagliata e puntuale analisi a 360 gradi sulle strutture. Inquadrandole nel contesto geografico, storico e ambientale. Poi le letture dal «Campo di concentramento di Pustkov» scritta da un ragazzo di 14 anni, letta dal dottor Gino Ponsillo; «Dal Ghetto» di Varsavia letta dalla professoressa Antonietta Migliozzi; «Bambini sloveni» scritta da un bimbo in un campo di concentramento e letta dalla signora Fedora Bellomo; «Il ragazzo con il pigiama a righe» letta dalla signora Beatrice Trombetti. Di quest'ultima tragica pagina di storia si sono proiettale alcune immagini dell'omonimo film, diretto nel 2008, da Mark Herman, che tratta di un infante che incontra un suo coetaneo rinchiuso in un lager nazista, con il quale perderà la vita nei forni crematori, per aver indossato per scherzo quel pigiama a righe dei deportati.
Pure toccante è stata la proiezione di un brano del film «La vita è bella» di Benigni, cui è seguita la lettura tratta dai Promessi Sposi di Manzoni de «La madre di Cecilia», esposta dalla Maestra d'Arte Annamaria Ferrara, tesa a rappresentare la similitudine di quel testo con i tragici eventi, di altissima intensità, ispirato all'Eneide di Virgilio.
Altro momento intenso della manifestazione è stato la proiezione di un brano tratto dal film «Shindler's list» di Steven Spielberg che vinse l'oscar per il miglior film e la migliore regia. Ma che «andava premiato anche per le musiche - ha sottolineato il moderatore - principalmente per la loro intensità espressiva». Pellicola che tratta di un imprenditore tedesco che compra diversi ebrei per evitare loro il campo di concentramento.
A seguire la lettura «Cessate di uccidere i morti» di Cesare Ungaretti «ancor attuale, anche se scritta nel 1947 - come ha tenuto a precisare la professoressa Lanna - ». Letta dal dottor Gino Ponsillo.
A conclusione il canto, corredato da video, «Shalom Auschwitz», composto e interpretato da Agnese Ginocchio che da anni è testimonial internazionale delle Pace e che ha voluto essere presente con le sue espressioni musicali e umane, sempre pregne di una intensità e solidarietà tale da promuovere nei presenti, sentimenti di altruismo e di partecipazione straordinaria, non solamente per l'arte musicale non comune.
A fare gli onori di casa la preside Lanna che, durante tutto l'arco della manifestazione, è intervenuta diverse volte mantenendo una compostezza con interventi mirati, mai ostentando quel bagaglio culturale che comunque le è congeniale.
Alla fine da parte della «Fidapa» targhe e ringraziamenti al giornalista Corniello e alla testimonial della pace, Agnese Ginocchio.

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