Capua ottobre 1943 - Episodi ed eventi della Resistenza capuana

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

resistenza partigianiLa città di Capua si appresta a commemorare Carlo Santagata "medaglia d'oro alla resistenza", giustiziato dai tedeschi il 5 ottobre 1943. Il ricordo di quel tragico evento ci porta a soffermarci su quella che è stata la "Resistenza" sul nostro territorio. Riportiamo, su invito di Camillo Ferrara, alcune informazioni tratte da una interessante pubblicazione, risalente ai primi anni novanta, di Giuseppe Capobianco, edita dal "Centro Corrado Graziadei" di Caserta che riporta scritti di Rosanna De Cunzo.
GLI EVENTI DEL '43
Nell'agosto del 1943 Capua subì un violento bombardamento e risale a quell'epoca la costituzione del "Comitato di Liberazione", composto da uomini che già agivano clandestinamente: Antonio Affinito, Luigi Garofano Venosta, Aniello Tucci e Mario Zaccaro. L'azione degli antifascisti capuani, però, risale a molto tempo prima. Capobianco, nel suo libro, sostiene che in città operavano tre "nuclei": "museo", "giovani" e "pirotecnico".
Il gruppo del museo, chiamato così perché si riuniva nel Museo Campano, era composto da Luigi Garofano Venosta, Andrea e Raffaele Accunzio, Vincenzo Muntillo, Pompeo e Giovanni Rendina, Pasquale Monetti, Giovanni Scialò, Antimo Fontana, Raffaele Giaquinto e il canonico Anicio D'Ambrosio. C'erano persone di ogni ceto sociale e di diversa estrazione politica (comunisti, socialisti, popolari e liberali).
Il gruppo "giovani" era coordinato dal professor Albero Iannone, sospeso dall'insegnamento per aver rifiutato la tessera fascista.
Il gruppo "pirotecnico" operava all'interno della fabbrica ed era composto, tra gli altri, da Antonio Affinito e Raffaele Giaquinto.
EPISODI DI RESISTENZA
Il 4 e il 5 ottobre, Capua insorge. Si costituisce un "Comando" di cui fanno parte il ten. Pasquale Riccio (allievo del prof. Iannone), il ten. Guida, il maresciallo Tescione, Vincenzo Faenza, Amedeo Lepre e il carrista Orsi. Il gruppo mette in atto diverse azioni di disturbo nei confronti dei tedeschi. A Porta Napoli vengono attaccati e fatti prigionieri quattro soldati germanici. Lo stesso gruppo attacca una barca piena di tedeschi che faceva la spola tra le due sponde del Volturno.
L'episodio più noto avviene il 5 ottobre, quando Carlo Santagata, appena quindicenne, preleva armi da un nascondiglio e affronta una pattuglia di tedeschi in località "Pagliarello". Il giovane viene catturato e impiccato.
Nella stessa giornata il gruppo composto da Alessandro de Rosa, Carmine Caputo Gennaro Martino, Raffaele Belli, Rocco Bizzoco e Ciro Grimaldi attacca la divisione tedesca "Hermann Goering" nel tentativo di favorire l'avanza da sud delle truppe inglesi. Queste ultime, però, sono costrette a fermarsi perché finite sotto il fuoco tedesco. Così, il gruppo di "resistenti", dopo essersi procurato delle armi, si posizione a casa Caputo, che dista solo cento metri dalla postazione tedesca, ed inizia a fare fuoco. I tedeschi si arrendono, vengono fatti prigionieri dagli inglesi e confessano di aver seviziato e impiccato Carlo Santagata.
Nel rione Santa Caterina, i fratelli Paternostro, dopo essersi rifiutati di seguire i tedeschi, vengono fucilati mentre Ermellino Pesce, impiegato che si rifiuta di consegnare le liste di leva per la retate dei giovani, viene catturato ed internato nel campo di concentramento di Sparanise. La città paga un prezzo altissimo la sua "resistenza". A Porta Tifatina, il 5 ottobre, vengono fucilati Leonardo Zaccariello, Francesco Zarrillo, Biagio Di Rienzo, Carmine Di Maio, Pasquale Palazzo, Salvatore Buonaguro, Miche Di Palma e quattro militari italiani ignoti. Il 7 ottobre vengono fucilati Gabriele Boccia, Giuseppe De Gennaro, Ottavio Rigoni, Pasquale Taddeo, Antimo Iovanelli, Cipriano e Mario Diana, quest'ultimo di soli dodici anni.
Nel libro viene sottolineato come, accanto agli episodi di resistenza armata, ci sono quelli di "valore civile". A tal proposito viene citato l'esempio di Luigi Garofano Venosta che, esponendosi personalmente, salva il patrimonio artistico del museo dalle razzie dei tedeschi e dagli "interessi" degli Alleati.

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