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Capua.AAACercasi sedie per tavolo tecnico per decidere il futuro dei dissuasori della sosta: paletti

 

palettoabbandonato capua“Recupero, riqualificazione ed infrastrutturazione dei percorsi urbani del centro storico” è stato un importante lavoro di riqualificazione di molte strade malandate del centro storico con annesso opere riguardanti l’individuazione di percorsi di interesse turistico volte a supportare i turisti nella conoscenza di vie e viuzze della città “Regina del Volturno”. I percorsi turistici sarebbero stati individuati attraverso “tozzetti” sistemati tra  dissuasori della sosta,  questi ultimi con la finalità di evitare l’accostamento delle auto ai fabbricati di interesse storico. I tozzetti avrebbero contribuito, quindi, alla realizzazione di una codificazione cromatica, capace di individuare i diversi percorsi, rendendo così riconoscibile il percorso storico riguardante quella determinata area geografica della città; a supporto anche una cartellonistica informativa sistemata lungo i diversi itinerari ed alle confluenze ed intersezioni dei vari tracciati. Lo scopo, come si leggeva nella relazione al progetto, era quello di “mantenere costantemente informati i visitatori della loro posizione all’interno del percorso e di guidarli step by step, illustrando l’itinerario. Sulla base della codificazione cromatica individuante ciascun itinerario,  si sarebbero inseriti, nella pavimentazione stradale (in prevalenza in basoli), dei tozzetti smaltati e colorati a mano su base di pietra lavica. Ad opportuno intervallo, inoltre, verranno previsti anche dei dissuasori della sosta”. Che fine stanno facendo quei dissuasori della sosta? Da tempo oggetto di critiche nonchè di evanescenti promesse elettorali che ne garantivano fantasiosamente la rimozione, molti dei quei dissuasori sono andati distrutti, lasciando in alcuni casi monconi utili solo a favorire l’inciampo. Così, contrariamente a quella che doveva essere (o almeno nell’immaginario) la loro funzione, i dissuasori, meglio noti come paletti, distrutti e abbandonati lungo i vicoli cittadini, non assolvono l’originaria funzione di intervallo tra i tozzetti quanto la mancanza di una concreta, fattibile e sana riflessione sulla loro reale utilità.  Probabilmente, un giorno, se si riuscirà a reperire qualche sedia su cui accomodarsi, sarà organizzato uno dei tanti tavoli tecnici a cui le amministrazioni comunali hanno abituato i cittadini,  dedicandolo proprio alla riflessione sulla nuova vita o “miglior vita” a cui destinare i paletti. Qualcuno dovrà pur sedersi e ragionare su una reale utilità dei dissausori; qualche esperto di diritto dovrà pur interpretare i tanti codici giuridici alla ricerca della norma perduta o al momento invisibile, sull’esistenza dei presupposti di rimozione definitiva dei paletti oppure, verificata l' impossibilità di una loro eliminazione, chi di dovere dovrà al più presto agire per sostituire i “non cari” paletti andati distrutti. Nel frattempo, se qualcuno avesse bisogno di un paletto sostitutivo, può tranquillamente prendere quello abbandonato in via Monte dei Pegni.

 

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