Museo Campano, annunciata la riapertura in primavera

Piazza dei Giudici - Cronaca

E’ il Museo Provinciale Campano, ospitato nel palazzo Antignano e nell’attiguo ex convento della Santissima Concezione, che in primavera dovrebbe riaprire i battenti. L’annuncio è della direttrice Maria Luisa Nava che ha seguito le varie fasi della riorganizzazione e ristrutturazione dell’importante centro museale capuano. Per la verità, negli ultimi tempi, gli annunci di una riapertura sono stati molteplici, purtroppo però tutti smentiti dai fatti. Speriamo che questa sia la volta buona visto che la chiusura si protrae ormai da due anni.

 

Il vero cuore delle varie sezioni sono le cosiddette Madri, commuovente testimonianza della scultura preromana, tra le più' rare che i musei italiani conservino. Grandi statue in tufo di figure femminili con bambini rinvenute nell'area del santuario di fondo Patturelli a Curti, vicino Santa Maria Capua Vetere. Di età' romana sono, invece, le numerose epigrafi di carattere funerario e commemorativo distribuite nei cortili. Nella sezione medievale e moderna spiccano le sculture che decoravano la famosa Porta di Capua fatta erigere dall'imperatore Federico II sul Volturno mentre la pinacoteca conserva opere datate tra il XIII e il XVIII secolo provenienti da chiese e conventi capuani. Sempre nella pinacoteca sono custoditi 36 lavori del pittore settecentesco Francesco Liani di cui 16 ritratti della famiglia reale di Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia e 20 tele a tema religioso. Infine la biblioteca con oltre 50.000 testi e documenti di altissimo pregio tra pergamene, manoscritti, carte geografiche e prime edizioni a stampa.

Un museo dal destino difficile quello di Capua, colpito anche dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il grosso dei tesori custoditi però si salvò, in maniera rocambolesca e grazie al gesto eroico dell'allora direttore del museo, Luigi Garofano Venosta, che coraggiosamente interrò tutto nel giardino per scongiurare danni e saccheggi. Dopo la guerra, un primo lungo restauro seguito da Alfonso De Franciscis, Mario Napoli e Raffaello Causa. Di recente, sotto la guida della direttrice Nava, altri lavori di adeguamento funzionale all'edificio, la ricollocazione delle 'Madri' e la revisione delle restanti raccolte archeologiche e della pinacoteca. In attesa che con la primavera i fasti dell'antica e moderna Terra di lavoro tornino a splendere per tutti.

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