Gucchierato: "Giunta illegittima, si deve ripristinare la legalità"

Piazza dei Giudici - Cronaca

Tonino GucchieratoLa composizione della giunta di Carmine Antropoli non tiene conto delle pari opportunità tra uomo e donna, pertanto è illegittima. Lo sostiene il consigliere del centrosinistra Tonino Gucchierato che ha inviato una lettera alla presidente del consiglio Carmela Ragozzino, affinché convochi, urgentemente, una riunione di capigruppo. "Una richiesta – afferma – finalizzata ad attivare, con estrema urgenza, tutte le procedure del caso per evitare la paralisi del Comune e che possano arrivare in Consiglio, o peggio ancora avere esecutività, deliberazioni di un organismo illegittimo, quale la Giunta, in quanto, con sequenzialmente, illegittime esse stesse". L'iniziativa – come specifica Gucchierato – punta esclusivamente a ristabilire la legalità ed rafforzata dalla recente approvazione, in consiglio comunale, del nuovo Statuto dell'ente. Il nuovo regolamento, frutto di alcuni mesi di lavoro da parte della specifica Commissione, prevede, appunto, che dev'essere garantita la pari opportunità nell'esecutivo. L'iniziativa parte da lontano visto che Gucchierato già nella seconda riunione del Consiglio Comunale, il 4 luglio dello scorso anno, sollevò il problema dell'illegittimità. Non riuscì a spuntarla in quanto la maggioranza consiliare, manifestò convincimenti diversi confermando la Giunta precedentemente nominata. La questione fu sollevata, nuovamente, in altre sedute del consiglio comunale, alla luce di nuove ed inequivocabili sentenze che "condannavano" gli enti locali, con la presentazione di una specifica mozione. "Pure nella seduta del 14 settembre 2011 – prosegue Gucchierato - nonostante fossero sopraggiunte anche sentenze della Suprema Corte di Cassazione, dai banchi della maggioranza si sosteneva, ancora, la necessità di richiedere pareri legali per accertare l'obbligatorietà del recepimento immediato della norma. Si temeva, in concreto, che ciò comportasse, giustamente, l'immediata modifica della composizione della Giunta, turbando i precari equilibri politici raggiunti. Era chiaro che si voleva guadagnare tempo. Perciò si propose una modifica alla mia mozione prevedendo di dare mandato alla Commissione Statuto e Regolamento di modificare il singolo articolo. Io non accettai la richiesta del parere legale ma, acconsentii al passaggio in Commissione come acconsentii, poco dopo, a recepire, anche, la necessità di un aggiornamento complessivo sia dello Statuto sia del Regolamento, su segnalazione del Segretario Generale". Dopo l'approvazione, all'unanimità, della mozione, per ottemperare a quanto deliberato furono concessi alla Commissione tre mesi di tempo. "Per la maggioranza – prosegue l'esponente di centrosinistra - una grande boccata d'ossigeno perché aveva guadagnato tutto il tempo necessario a preparare il terreno politico per l' obbligatoria modifica della Giunta consequenziale al recepimento della norma di legge". Nonostante l'impegno profuso dalla Commissione, presieduta da Carmela Ragozzino, i tempi sono risultati molto più lunghi. "Durante quei mesi – prosegue - non ho fatto mai mancare, con spirito di collaborazione, il mio contributo in commissione, in modo che apparisse con evidenza che il mio obiettivo non mirava, sarebbe stato troppo ambizioso e presuntuoso, a destabilizzare la maggioranza ma, solo, al ripristino della legalità". Il regolamento è stato approvato in consiglio, con immediata eseguibilità, lo scorso 5 luglio. "Da quel momento, quindi, tutti Sindaco, Assessori e Consiglieri Comunali erano consapevoli che la non presenza di almeno un' unità di entrambi i sessi nella Giunta la rendesse indiscutibilmente, palesemente, lapalissianamente illegittima. Eppure, nulla. Nessun provvedimento. Niente. La Giunta ha continuato ad essere la stessa e continua a deliberare come se niente fosse. La questione non è, per la maggioranza, all'ordine del giorno. Non è urgente e, forse, è considerata una formalità, una questione di modo e non di sostanza. Non è per niente così. Anzi in una provincia come la nostra ,con un tasso così alto d'illegalità diffusa, che una pubblica istituzione possa ritenere il rispetto e la corretta applicazione delle norme una pura formalità è cosa d'estrema gravità e mi limito nell'aggettivazione perché non è la polemica politica che cerco ma, solo, il rispetto e il ripristino della legalità".

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