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Sabato appuntamento con le Cicuzze di Camillo Ferrara

Piazza dei Giudici - Cronaca

della prestigiosa prefazione di don Peppino Centore, scrittore, poeta e per diversi anni direttore del Museo Provinciale Campano. “Camillo Ferrara – afferma don Peppino Centore - è largamente, simpaticamente noto ai suoi concittadini per una molteplicità di motivi. Ma una delle sue caratteristiche più’ spiccate e peculiari, una delle sue più apprezzate e ammirate qualità è quella di essere un versificatore fecondo, vibratile e coinvolgente. I versanti lungo i quali egli esplica la sua creatività poetica sono due: uno a carattere più intimistico, sentimentale, nostalgico, religioso che trae motivo e impulso ispirativo soprattutto dal mistero del Santo Natale e l’altro, nel quale egli ha dato saggi della sua bravura, è quello della satira affidata alle sue ricorrenti e puntuali “Cicuzze”. Sono testi nei quali la critica contestativa mette in luce e sotto giudizio personaggi e situazioni di pubblica notorietà non sempre eticamente esemplari e deontologicamente corretti”. Il fatidico appuntamento annuale riservato alla satira carnascialesca che a Capua da tredici anni si identifica con le “Cicuzze” è per sabato sera alle 18.30 nel salone municipale. A comporle e a recitarle è l’inossidabile Camillo Ferrara, ex consigliere e assessore comunale. “E’ una satira – dice Ferrara - che, come sempre, non è aggressiva, che non propende all’offesa ma piuttosto fa meditare e, sotto sotto, sorridere l’ascoltatore o il lettore. Certo è che senza le “mancanze e le strafottenze” della classe politica, di ogni colore essa sia, non ci sarebbe materiale utile da sfruttare e per alimentare le quartine che cercano di essere, ovvero pretendono di essere uno sprono, non solo alla classe politica, ma anche allo stesso popolo capuano che non è capace di ribellarsi o di scegliersi una classe politica aliena da “chiacchiere” e sospetti di ogni genere”. I versi satirici, composti in quartine, sono chiamati “cicuzze”, perché prendono il nome dai sassolini appuntiti detti appunto “cicuzze”, quindi molto salaci ed irriverenti, di carattere licenzioso e mordace. “Quest’anno - prosegue Ferrara - il Carnevale non avrà il suo solito programma e questo è l’argomento da cui partono le “cicuzze” 2012. Chiaramente una ciliegia tira l’altra e si finisce sempre per “sfottere” gli amministratori locali che ne fanno di cotte e di crude a danno naturalmente del popolo che attende, da sempre, una vera e profonda rinascita di Capua”.

 

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