Raccolta fondi dopo la morte di Angelo Cafaro, l'intervento della moglie

Piazza dei Giudici - Cronaca

PaviaAngelo Cafaro, 40enne di Bellona, è morto la scorsa settimana per un malore improvviso a Pavia. L'uomo svolgeva le mansioni di autista presso l'azienda del trasporto locale. A seguito dell'improvvisa scomparsa, alcune persone hanno organizzato una raccolta fondi e alimenti per la famiglia. L'iniziativa però non era stata concordata con la moglie di Angelo Cafaro che ha inviato a tutti gli organi di stampa la seguente missiva:

"Mai e poi mai avrei pensato che 48 ore avrebbero così tanto stravolto la vita mia e delle mie bambine. Ho dovuto fare i conti con un dolore talmente grande che non riesco a descrivere, ho dovuto fare i conti con gli occhi delle mie bambine alle quali ho dovuto spiegare che Angelo, l'amato papà, non sarebbe mai più tornato a casa, che non avrebbe mai più trascorso un attimo insieme a noi. Ho dovuto affrontare una situazione talmente inverosimile che per qualche istante ho sperato che si trattasse solo di un terribile incubo. Poi la quotidianità, la sveglia che suona inutilmente, gli orari abituali che diventano inutili appuntamenti, mi hanno riportato alla cruda realtà. Come se tutto ciò non fosse già abbastanza per noi, mi trovo anche a dover fare i conti con persone che, senza nessuna sensibilità, violano le nostre abitudini, la nostra casa, la nostra famiglia, la memoria di mio marito, affermando che le nostre precarie condizioni economiche non ci permettono nemmeno di poter mettere un piatto di pasta a tavola. Non è così. Angelo era un gran lavoratore e insieme abbiamo deciso che io dovessi dedicarmi all'educazione e alla crescita delle nostre bambine. Io non sono disoccupata, sono una casalinga. Non per obbligo, ma per scelta. Angelo non ha mai fatto mancare niente né a me né alle nostre bambine. Ho scoperto da alcune testate locali che è in atto una gara di solidarietà per raccogliere soldi per la mia famiglia. Ho scoperto anche che alcune persone stanno raccogliendo cibi e vivande per la mia famiglia. Se da un lato non trovo parole per ringraziare il cuore dei cittadini che hanno deciso di aiutarci, dall'altro provo una grande rabbia nei confronti di chi cerca di lucrare da questa storia. Nessuno mi ha mai informata di questa raccolta fondi, nessuno mi ha mai chiesto se avessi necessità di qualcosa. Sono venuta a conoscenza anche di raccolte di cibo e vivande per me e per le mie bambine ma tendo a sottolineare che le disastrose condizioni economiche della mia famiglia sono solo il frutto della fantasia di qualcuno. Qualunque cosa sia stata raccolta nel nome di Angelo sarà completamente devoluto in beneficenza. Un immenso ringraziamento va ai colleghi ed agli amici più intimi di mio marito, che mi hanno dimostrato una vicinanza ed una solidarietà che mi ha scaldato il cuore. Da parte loro è giunto l'unico supporto. E poiché alcuni amici mi hanno informato che sono moltissime le persone che raccolgono fondi a nome di mio marito, essendo a me ed alla mia famiglia completamente sconosciuti, ho deciso di rivolgermi alle forze dell'ordine per tutelare me, le mie bambine, la memoria di mio marito e la solidarietà di tutte quelle persone che, colgo l'occasione di ringraziare a cuore aperto.

Approfitto per precisare che mio padre non vive con me, ma vive a Capua, la mia città natale.

Ho deciso di rompere il mio iniziale silenzio perché mi auguro che si chiuda il sipario su questa terribile tragedia. Abbiamo bisogno della nostra privacy, di metabolizzare da sole il nostro dolore".

Grazie,

Edda Di Martino.

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