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Capua. La SHOAH: i dieci giorni di "Memoria" al Garofano...

Piazza dei Giudici - Cronaca

cancelloIl Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perché in questa data, nel 1945, l’Armata Rossa dell’Unione Sovietica, liberò Auschwitz dai Tedeschi. Al di là di quel cancello, oltre la scritta «Arbeit macht frei» (Il lavoro rende liberi), apparve l’inferno. E il mondo vide allora per la prima volta da vicino quel che era successo, conobbe lo sterminio in tutta la sua realtà. La celebrazione di questo evento è un atto di riconoscimento di questa storia: come se tutti, quest’oggi, ci affacciassimo dai cancelli di Auschwitz, a riconoscervi il male che è stato. Purtroppo il mondo ha conosciuto tanti stermini, ed ancora troppi sono in corso sulla faccia della terra. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore: come dice un adagio ebraico «Chi uccide una vita, uccide il mondo intero». Studiando le possibili forme di eliminazione, le formule dei gas più letali ed «efficaci», allestendo i ghetti nelle città occupate, costruendo i campi, studiando una complessa logistica nei trasporti, e tanto altro. La soluzione finale non è stata solo un atto di inaudita violenza, ma soprattutto un progetto collettivo, un sistema di morte. Il Giorno della Memoria non vuole misconoscere gli altri genocidi di cui l’umanità è stata capace, né sostenere un’assai poco ambita «superiorità» del dolore ebraico. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto. Questa mobilitazione generale ha interessato anche il nostro Liceo, di fatto il 25 e il 26 gennaio, tutte le classi sono state coinvolte nella lettura di testi di canzoni, poesie, frasi sulla Shoah e ascolto di testimonianze dei sopravvissuti; il 31 le classi Quinte hanno assistito alla proiezione del Film “Giorgio Perlasca - un eroe italiano”, tratto dal Libro “La banalità del bene” scritto dal giornalista Enrico Deaglio. Gli stessi ragazzi delle quinte incontreranno il 6 febbraio, per le attività legate al “Caffè letterario”, Franco Perlasca, il figlio di Giorgio che rifletterà, con le classi coinvolte nella lettura del libro, sulla figura paterna di eroe italiano. Il libro, infatti, fa riferimento al celeberrimo testo della scrittrice ebrea Hannah Arendt, “La banalità del male”, che parla di Adolf Eichmann, il terribile artefice del genocidio degli ebrei. Inoltre, a febbraio molti ragazzi del Garofano intraprenderanno un viaggio: andranno a Cracovia, in Polonia, e visiteranno il Campo di Concentramento di Auschwitz e il Campo di Sterminio di Birchenau. È necessario riflettere su ciò che è stato, avere memoria degli orrori della guerra, degli stermini di innocenti in modo da conservare nelle giovani generazioni la memoria di un periodo della nostra storia, nella speranza che simili eventi non possano mai più accadere!


di Lucrezia Rebecca Rubino, VA/ Christian Heinz D’Angelo IIIAc, Liceo Garofano.

 

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