Divergenze Comitato-Comune, naufraga il carnevale "spontaneo"

Piazza dei Giudici - Cronaca
Il Comitato, nato su iniziativa di Franco Fierro, costituito dai commercianti del corso Appio, via Duomo, via Fieramosca, corso Gran Priorato di Malta e dalle associazioni “Block Notes”, “Musicalmente” e “Amici del Fiume”, ha gettato la spugna. Il motivo che ha fatto desistere i promotori da portare avanti l’iniziativa è stato  la  mancata autorizzazione all’allestimento del palco in piazza dei Giudici. Palco, sul quale, gli organizzatori intendevano organizzare una serie di spettacoli a partire da giovedì grasso. L’autorizzazione, pur richiesta al Comune di Capua, non è mai arrivata, pertanto la manifestazione è stata annullata. “La manifestazione – afferma il Comitato in una nota – aveva lo scopo – di dare copertura ad una movimentazione nell’area urbana dove è insediato il maggior numero di esercizi commerciali”. Non è chiaro però se le spese dell’allestimento del palco dovevano essere a carico degli organizzatori o del Comune. In quest’ultimo caso l’ente aveva già fatto sapere di non essere disponibile. Il motivo è sempre lo stesso: il Comune si trova in uno stato di deficit strutturale e non può spendere soldi per eventi ludici. Dura la presa di posizione del Comitato che sottolinea come il “Carnevale di Capua non è dell’amministrazione di turno ma dell’intera città”. Dichiarazioni di “fuoco” nei confronti dell’amministrazione che si fa sentire con Gaetano Caputo, delegato agli eventi che definisce quello di Fierro “un comitato di bottega, che per l’estemporaneità dell’organizzazione non ha avuto nessuna capacità di organizzare alcunché, proprio perché per i grandi progetti c’è bisogno di tempo e lavoro”. Certo ci vuole tempo, molto  tempo, che però quest’amministrazione (che è la continuazione di quella precedente) ha avuto e che, evidentemente non ha saputo capitalizzare. A dar man forte a Caputo è sceso in campo l’altro consigliere dell’Udc, Fabio Buglione. “Il sindaco – ha detto - non ha firmato nessuna ordinanza relativa alla regolamentazione del traffico e all’occupazione del suolo pubblico per allestire il palco in piazza dei Giudici, perché questo avrebbe contraddetto il contenuto del manifesto che l’Amministrazione ha diffuso”. Buglione parla di “strumentalizzazioni” e si rammarica  che altri enti o associazioni vicine all’Amministrazione non abbiano saputo o voluto fare delle proposte proprie per l’organizzazione del carnevale, senza richiedere contributi al comune. “Evidentemente – dice - tutti sono bravi ad organizzare con i soldi degli altri ma quando si tratta di impegnarsi in modo gratuito per la comunità passa la voglia”.  Buglione non fa i “nomi e cognomi”,  ma il messaggio sembra avere come destinatario “Rinnovamenti”, l’associazione vicina a Pasquale Frattasi, il consigliere “dissidente” di questa compagine amministrativa. Colpi bassi e scontri a parte, resta tutta la delusione nel vedere una manifestazione carnevalesca ultracentenaria morire lentamente sotto i colpi, inferti negli anni, da amministratori incapaci di farla diventare  “motore” dell’economia locale. Ma i politici non solo i soli carnefici. C’è stata anche la complicità, di quanti, hanno preferito “allattarsi” alla mammella del Comune e di non avanzare mai progetti seri e concreti per far crescere e consolidare la manifestazione. Le conseguenze di questo modo di fare sono sotto gli occhi di tutti.
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