Un ricordo di Rosolino Chillemi di Stefano Canciello

Piazza dei Giudici - Cronaca

Chi come me ha avuto la fortuna di avere il professore Rosolino Chillemi come docente, non può fare a meno di riconoscergli la grande umanità e la grande cultura che possedeva. In prima e seconda media, Chillemi è stato il mio professore di italiano. Tra i tanti insegnamenti che mi ha dato, uno in particolare lo ricordo ancora con piacere perché mi è stato molto utile: diceva sempre di leggere una pagina al giorno del dizionario per arricchire il proprio bagaglio culturale. Sono passati tanti anni da allora e, col tempo e con il proseguimento degli studi, persi il contatto con il professore Rosolino Chillemi, diventato poi preside, direttore della rivista di studi eruditi Capys oltre che raggiungere elevati traguardi nel mondo della cultura. Quella cultura che cercava di iniettare nella mente dei suoi discenti che, forse perché pre-adolescenti, facevano fatica a seguirlo. Ho avuto poi il sommo piacere di incontrare nuovamente il mio ex professore quando, scrivendo per Il Mattino e fondando “quattroparole”, mi ha cercato per esprimermi la sua grande soddisfazione ma, principalmente, per sottolinearmi:”Non dimenticare che sei stato mio allievo”. E chi lo ha mai dimenticato. Conservo ancora gelosamente un compito di italiano al quale non diede il voto, ma un giudizio scritto a carattere cubitale:”Bravo, bravissimo”. E difatti il professore Chillemi ai miei compiti non metteva mai il voto, ma quei giudizi entusiastici che però non mi lasciavano presagire che in seguito avrei fatto il giornalista e che mi sarei dilettato a scrivere poesie e commedie. Lui sì, già aveva visto in me l’allievo che gli avrebbe dato tanta soddisfazione. E non mancava occasione per ripetermelo mentre gli occhi gli si illuminavano. Tante volte mi ha chiesto, con la sua proverbiale educazione e signorilità, di pubblicargli sul mensile “quattroparole” alcuni suoi scritti. E io l’ho sempre fatto con piacere, spiegandogli che per noi era un onore ospitarlo, avere la sua firma tra quelle dei nostri collaboratori. L’ultima volta mi ha telefonato nel mese di maggio scorso per chiedermi di pubblicargli “Fora a nu vascio”, un pensiero dedicato a Sergio Cosmai e a tutti quelli che amano ed aiutano gli animali. Immancabilmente il suo scritto è apparso sul nostro periodico ed oggi che Rosolino Chillemi, docente e uomo di grande umanità e cultura, non c’è più, quell’articolo è come un cimelio da conservare gelosamente.
Caro professore Chillemi, ci mancherai tanto. Ma ti prometto che continuerò a leggere una pagina del dizionario ogni giorno. E sottolineerò tutti quei vocaboli che mi ti faranno esprimere il cordoglio che provo per la tua scomparsa in modo corretto e dotto, così come tu avresti voluto. Peccato che non potrai mettermi il voto.

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