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Capua. Dove vaga il fantasma del Carnevale passato ? Dov'è la "Capua di Qualità" ?

Piazza dei Giudici - Cronaca

carnevale un carroChissà dove vaga il fantasma del carnevale passato di Capua! Sarà magari appesantito da terribili e strette catene? O forse sarà rinchiuso in un vaso, in attesa che qualcuno lo liberi?  Il 13 febbraio 2018 è stato a Capua, come del resto in ogni città,  l’ultimo giorno del carnevale.  Come ogni anno, il giorno dopo la conclusione della kermesse, proclami, propositi, impegni, giuramenti per strategie da mettere su per garantire una fantastica edizione del carnevale per l’anno che verrà, auspicando la tanta agognata costituzione di comitati e fondazioni pro Carnevale, ad oggi mai nati.   Certamente  spetta alla politica e non all’opera di volenterosi volontari  mettere su quella macchina organizzativa permanente che possa assicurare una volta e per tutte una realizzazione prima e una programmazione poi di quella che è la festa per antonomasia della città posta a nord del Volturno. Ma forse è proprio questo il problema, la mancanza di un’azione politica energica, volenterosa, carismatica. Eppure durante la campagna elettorale del 2016, molti partecipanti alla contesa vollero inserire nei programmi il recupero delle tradizioni e delle manifestazioni che hanno distinto Capua.  Proprio allora fu diffuso un documento programmatico, mentre si lavorava ancora alla nascita delle coalizioni, disponibile tuttora sul web, dal titolo “Appunti Programmatici. (VEDI QUI!)Mixed element/text selection La Capua Possibile”, sottoscritto da PD, Socialisti Italiani e Capua 3 Luglio, dove al punto 11 della pagina 19 si legge chiaramente di  “un calendario annuale degli eventi…con due punti fissi: il carnevale e il periodo dell’Avvento”. Che fine hanno fatto quelle programmazioni? (VEDI QUI!)Mixed element/text selection Il PD, che in consiglio comunale conta 2 esponenti, Luigi Di Monaco e Patrizia Aversano Stabile e  “Capua 3 Luglio”, che ha eletto Mariana Iocco, certamente ricorderanno quei copiosi e validissimi appunti.  Forse quegli appunti appartengono ad una prima fase di organizzazione della coalizione elettorale che deve dirsi superata con la nascita della definitiva compagine che è uscita vincitrice  poi alle elezioni del 5 giugno? Se è così, allora è giusto non menzionare quel documento, alla luce anche della considerazione che non solo questi due partiti o liste, che dir si voglia, presenti nel parlamentino capuano,  hanno detto di voler “programmare” azioni per il carnevale, perché sono anni che tutte le compagini, di ogni credo politico, alla vigilia della contesa elettorale, garantiscono la soluzione definitiva al problema della mancanza di una struttura permanente che si occupi di lavorare alla “festa della maschera” . Che il carnevale sia diventato un evento inviso ai capuani? O, peggio ancora, il carnevale sia sparito dalla coscienza storica dei politici, visto che nelle Linee programmatiche di mandato 2016-2021, approvate  con delibera di Giunta Comunale numero 92 del 10/11/2016 il Sindaco Edurado Centore, il Vice Sindaco Carmela Del Basso, gli assessori Nicola Bari, Clemente Manzo, Rosa Vitale deliberarono il documento programmatico, dove  la parola “Carnevale” non compare mai.  O  magari, in modo certamente non chiaro, l’impegno per il carnevale è da intendersi nel rigo   “Dobbiamo riportare la cultura in tutti i rioni della città, decentrando e sostenendo le iniziative esistenti.  Fatto sta che ad oggi, a 128 giorni dalla conclusione del carnevale 2018,  nessun mandato è stato conferito a qualche associazione del posto per curare l’edizione del 2019 e di conseguenza  non si ha notizia di contributi, seppur minimi, accantonati per la kermesse. Dal 5 giugno 2016 , purtroppo, ancora nessuna fondazione o struttura per il carnevale è stata costituita ed il fantasma del carnevale passato continua la sua peregrinazione senza meta in attesa di poter rompere il maleficio e ritornare alla vita. 588 giorni sono trascorsi dall’approvazione delle Linee Programmatiche; nel paragrafo intitolato “Una Capua di qualità” c’è scritto che “il recupero del patrimonio culturale riveste un ruolo prioritario in questa programmazione…”. Forse è già troppo lontano nella memoria il ricordo di quel documento programmatico; forse è ancora più lontano l’orma lasciata dal carnevale del tempo che fu. Chi invece è certamente già lontano sono tre di quei cinque componenti della Giunta che nel novembre 2016 votarono quel documento.

 

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