Gassificatore, non ci sarà il referendum cittadino

Piazza dei Giudici - Cronaca

gassificatore.jpgCapua. Non ci potrà essere alcun "referendum" cittadino sul gassificatore. Lo strumento referendario, infatti, non è contemplato dal nuovo Statuto Comunale che ha ricevuto il definitivo "via libera" dal consiglio. La possibilità, per i cittadini, di raccogliere le firme e, quindi, di chiedere la convocazione di un referendum su questioni di interesse locale, è sostanzialmente preclusa dal nuovo regolamento. La mozione, presentata dal consigliere del centrosinistra Tonino Gucchierato, di inserire nel documento, prima dell'approvazione definitiva, lo strumento referendario, è stato bocciata dalla maggioranza di centrodestra. Non senza qualche eccezione. Sulle posizioni di Gucchierato, infatti, si è ritrovato il gruppo dell'Udc. Fabio Buglione e Gaetano Caputo hanno espresso il loro voto favorevole alla mozione del centrosinistra. Mozione che non ha raccolto però i voti sperati, compresi quelli del gruppo consiliare del Popolo delle Libertà. Giuseppe Chillemi, Salvatore Caruso e Carmela Del Basso, hanno preferito chiudere alla proposta di Gucchierato, rimandando la discussione, probabilmente, a tempi migliori. La posizione che avrebbe assunto il Pdl era particolarmente attesa in quanto i consiglieri azzurri, sono stati sempre molto critici sull'insediamento del gassificatore, dimostrando una vicinanza o quanto meno una sintonia con i movimenti e i comitati più o meno spontanei, sorti sul territorio per contrastare la scelta dell'amministrazione comunale. Comitati e cittadini che vedevano nel referendum una possibilità per far esprimere democraticamente tutti i cittadini ed incidere, così, sulla scelta fatta dall'amministrazione comunale. La decisione del consiglio sicuramente provocherà grande delusione tra i componenti e i sostenitori del movimento "No Gas" che in questi mesi hanno messo in piedi una serie di iniziative di sensibilizzazione dei cittadini sulle tematiche ambientali ed in particolare sugli impianti per il trattamento dei rifiuti. Con la decisione presa dal consiglio comunale, i cittadini capuani non avranno a disposizione uno strumento importante, come il referendum, che è contemplato nei regolamenti di molti enti locali come nello stesso comune capoluogo. Lo statuto comunale, prima dell'approvazione in consiglio, è passato al vaglio dell'apposita commissione dove, sempre il consigliere Gucchierato aveva tentato, senza successo, di presentare lo stesso emendamento per inserire il referendum "popolare". L'iter burocratico è proseguito con la supervisione dei responsabili e dei dirigenti delle varie aree dell'Ente per poi approdare in consiglio. Non è da escludere, comunque, che l'iniziativa possa essere ripresa, ripartendo proprio dai lavori della commissione. Lo Statuto, nel suo complesso, è stato approvato con i voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza e con l'astensione del rappresentante del centrosinistra.

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