Capua. Parole di ringraziamento di Francesco Sabatini per l’attribuzione della Cittadinanza onoraria della Città di Capua

Piazza dei Giudici - Cronaca

sabatini"Illustre Sindaco, illustri Assessori, Consigliere e Consiglieri Comunali di questa nobile città, eminenti Autorità qui presenti, ricevo con forte emozione e con grandissima non celata soddisfazione il dono dell’appartenenza onoraria alla comunità dei cittadini di Capua. I titoli che mi hanno procurato questo onore sono recenti e derivano dalla mia partecipazione all’opera, compiuta insieme con voi, con la quale abbiamo celebrato, qualche mese fa, un evento di straordinaria bellezza che è entrato nella storia di questa città e nella storia d’Italia e delle lingue d’Europa.
Ma il nome e l’immagine di Capua sono stati ben presenti nel mio pensiero, lungo l’itinerario dei miei studi, che più volte hanno riguardato la Campania e le sue città: per l’età longobarda, per le mie ricerche toponomastiche e proprio per il famosissimo Placito del 960, al quale ho dedicato indagini fin dall’inizio della mia carriera; per l’età angioina, tra l’altro per i riferimenti che anche a questa terra fece Giovanni Boccaccio, in cammino più volte sulla “Via degli Abruzzi”, che dalla sua Toscana, attraversando la mia terra natale, portava a Capua e permetteva di raggiungere Napoli.
È stata poi mia grandissima fortuna essere entrato in contatto, un anno fa, grazie all’iniziativa del grande amico e collega prof. Domenico Proietti dell’Ateneo “Vanvitelli”, con il gruppo dei “Volontari del Touring Club Italiano”, benemeriti cittadini capuani, che mi hanno contagiato con il loro profondo amore per questa terra, così ricca di cultura, e mi hanno spinto ad aggiungere la mia più forte determinazione nel dare consistenza al loro progetto: quello di rendere più visibile, trasformare anzi in un monumento tangibile e duraturo la memoria di un fatto che per l’innanzi era celata in una teca di archivio ed era affidata solo a citazioni e commenti di studiosi, a dir vero di ogni parte del mondo. Il proposito di portare alla vista di migliaia e ci auguriamo milioni di esseri umani l’oggetto meraviglioso che mille e più anni fa era venuto alla luce in questa città.
Questo oggetto, come tutti qui ben sapete, sono le parole vive che servirono per dirimere un’importante contesa giudiziaria, ma che al tempo stesso apparvero alle orecchie degli astanti, e poi agli occhi di tutti coloro che le hanno lette e interpretate, come la voce e la testimonianza diretta di una comunità di popolo che acquistava coscienza di sé. Una comunità certamente ristretta allora a questo territorio, in una Italia ancora destinata a non ricomporsi politicamente per molti altri secoli, ma tuttavia una voce del fondo latino che aveva continuato ad esistere sul suolo italiano.
Quelle poche, concrete, ma solenni parole – che ci dà diletto ogni tanto ripetere: Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti – scrupolosamente composte dal giudice Arechisi, e poi riprese da altri giudici e altri funzionari nei tribunali del principato longobardo di Capua, suonarono anche allora come annuncio di una novità che si profilava all’orizzonte nella vita di queste popolazioni. Chi oggi fosse portato a considerare quelle testimonianze di antico volgare campano come un cimelio polveroso da riesumare di tanto in tanto, come tessere di un antico mosaico scomposto dal tempo e conservato in un museo, mostrerebbe di non capire che la decisione di far valere e fissare per iscritto per la prima volta le parole di una lingua annuncia un cambiamento, rivela l’esistenza di un progetto di vita sociale per il futuro.
Il vero cambiamento per tutti gli abitanti dello spazio italiano ebbe altre forme, prese le forme della lingua di Firenze, per le ragioni che tutti conosciamo. Ma l’iniziativa dei giudici capuani, e poi di quelli di Teano e di Sessa Aurunca, di stirpe longobarda capuana, ma ormai naturalizzati nell’ambiente latino e neolatino, indicava che in questo, come in altri luoghi di questo territorio ereditato da Roma, si annunciavano tempi nuovi.
Per queste ragioni, la memoria di quella iniziativa andava portata ben fuori dagli scaffali di una sia pur veneranda sede come l’Abbazia di Montecassino e andava riportata nelle strade e tra le mura cittadine dove quell’evento era maturato. È questo il significato dell’opera compiuta quattro mesi fa in questa città. Quanti abbiamo, a vario titolo, concorso a realizzare quel risultato, possiamo ora e in futuro andarne fieri. Facendo però anche proposito di guidare schiere di visitatori di ogni rango e specie, e soprattutto di condurre scolaresche festanti a conoscere questo monumento alla lingua d’Italia, innalzato in una gloriosa piazza della vostra e ora anche mia città".

 

Il messaggio di Pompeo Pelagalli ai lettori di Capuaonline:

 

Carissimi Amici, lettori di “Capuaonline”, carissimi Concittadini,
Vi chiedo cortesemente di leggere attentamente la Lettera che il Professore Francesco Sabatini ha inviato a noi e indirizzata a tutta la cittadinanza capuana e ai suoi rappresentanti per ringraziarci del conferimento della cittadinanza onoraria. La prima riflessione da fare sul tono così appassionato di questa lettera che ci esalta e ci riempie di orgoglio è quella che attesta in modo inequivocabile il risultato delle ricerche di una vita di questo grandissimo studioso e ricercatore porta a Capua, a quel Placito che, redatto avanti il Palazzo dei Principi Longobardi nel 960 , consacra la primogenitura dell’uso del “volgare” italiano in un atto ufficiale. E, poi, la gioia di aver incontrato persone che hanno ispirato la realizzazione di quel monumento che sulla pietra attesta il Luogo ove avvenne l’evento giudiziario concluso con il documento in cui sono impresse , a perenne memoria, quelle famose frasi.
A tutti noi, Carissimi concittadini, ora che onoriamo il neocittadino Francesco Sabatini, il compito di proseguire nella manifestazione di questa “Verità”, propagarla, anche unendo i nostri sforzi agli amici di Teano e di Sessa, creando un Circuito della Lingua Italiana che assolutamente DEVE partire da Capua. Con questo augurio Vi saluto con i Volontari del Patrimonio Culturale di “Aperti per Voi” del Touring Club Italiano.

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