Capua. Gli alunni scrivono al Preside del "Pizzi" e mettono nero su bianco. Una situazione di disagio, mentre la Provincia latita.

Piazza dei Giudici - Cronaca

PizziGiunge nota, da parte degli alunni del Pizzi, stufi di una situazione vergognosa che si protrae sin dall'inizio dell'anno scolastico, e che pubblichiamo integralmente:

 

"Egr. Sig. Preside,

Noi studenti del Pizzi le scriviamo questa lettera per mettere nero su bianco gli ideali ed i principi che ci hanno spinto a compiere questa forma di protesta, oggi. Innanzitutto, ci teniamo a dare un forte messaggio di dissenso nei confronti degli Uffici Istituzionali Provinciali. Nonostante da tempo, noi studenti, avevamo portato all’attenzione di tutti le gravi condizioni in cui versava e, purtroppo in alcuni ambiti, tutt’ora versa la nostra scuola, la Provincia, e di conseguenza lo Stato Italiano, ci ha sempre dato risposte dall’ammirevole valore intrinseco, ma dallo scarso valore pratico.
Ciò che noi chiediamo, nell’assoluto e onnipresente rispetto per la sua carica istituzionale, è di collaborare, anche attraverso delle forme di protesta come questa, con noi giovani verso un sistema scolastico migliore. Noi ragazzi, prima come studenti e poi come cittadini, siamo indignati e delusi. Non riusciamo a capacitarci di come sia possibile che la classe dirigente e politica del nostro Paese non sia in grado di garantirci il nostro diritto allo studio e di conseguenza che gli Istituti debbano contare principalmente sul contributo volontario dei singoli studenti, nonostante vengano stanziate ingenti somme di denaro per opere del tutto insignificanti e palesemente d’interesse.
Siamo grati, sia a lei che ai suoi collaboratori compresi corpo docenti e personale ATA, per esser riusciti a farci iniziare regolarmente l’anno accademico ed ad aver cercato di migliorare in ogni modo le nostre condizioni all’interno della struttura scolastica.
La protesta di oggi non vuole spingere i giovani allo scontro con la classe dirigente, piuttosto al dialogo. Vogliamo che l’Italia, la Campania, ed in particolare la provincia di Caserta sia la nostra casa per sempre e non un luogo di passaggio per poi fuggire all’estero causa disoccupazione. Oggi, protestiamo per tutelare sopratutto coloro che verranno dopo di noi. Attraverso la nostra esperienza, vogliamo trasmettere alle future generazioni il nostro amore per la scuola e per l’Italia, che anche grazie alla nostra permanenza in quest’Istituto abbiamo maturato. Noi non ci riconosciamo nelle persone che ci rappresentano.
Ci rammarichiamo di non aver agito prima e di esser stati fermi, sperando che “i più grandi” riuscissero a risolvere i nostri problemi. A lei chiediamo di sollecitare gli studenti ad informarsi ed ad avere un occhio più critico nei confronti della Politica. “Siamo ciò che mangiamo”, scriveva un noto filosofo. L’informazione è alla base della conoscenza e della crescita dell’individuo.
Può capitare che dopo anni di intenso lavoro e continuo impegno, si perdano le speranze e ci si blocchi dinanzi al muro burocratico dietro cui si nascondono persone poco affidabili. Ma uniti, noi tutti, siamo sicuri che questo vecchio muro di “carta” possa essere abbattuto per lasciare, così, spazio ad una struttura ben più resistente costruita su fondamenta salde quali la giustizia, la solidarietà e l’amore per la Patria".

 

 

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