Liceo Pizzi, a rischio 1.580 ragazzi. Le inadempienze delle istituzioni e della politica

Piazza dei Giudici - Cronaca

protesta  scuolaCAPUA – L'Istituto Statale "S. Pizzi" di Capua corre il serio rischio di lasciare a casa 1.580 studenti, o, nel migliore dei casi, di "deportare" o "spezzettare" l'istituto in altre sedi. La scuola, che ospita: Classico, Linguistico, Scientifico, Scientifico/Scienze Applicate, Scienze Umane, Scienze Umane/Economico Sociale, è stata vittima di un grave incidente che ne preclude l'efficienza e l'agibilità. Infatti, il 19 maggio 2016, prima dell'ingresso degli studenti, alle ore 7,55 circa, nell'aula nr. 17, situata al primo piano dell'Istituto, si è verificato il crollo parziale della parte inferiore (laterizio e intonaco) del solaio di copertura. In seguito al sopralluogo effettuato, con nota prot. 4030 del 20.05.2016, il Settore Edilizia della Provincia di Caserta disponeva l'interdizione dei seguenti spazi: Piano Primo ALA EST: Aule n. 17-18-19, scala di accesso, ballatoio annesso, lab. Musicale, aula magna, sala docenti 1, aula 40/A; Piano secondo Ala Nord: intero piano, rendendo di fatto inagibili 34 aule sulle 62 che sino alle ore 7,54 del 29 maggio 2016 ospitavano i 1.580 studenti del "Pizzi". Pochi giorni fa il dirigente del Pizzi Enrico Carafa aveva lanciato l'allarme affermando a chiare lettere che la partenza dell'anno scolastico, senza i lavori, sarebbe stata a forte rischio accusando la Provincia, ente in dissesto, di non aver provveduto ai lavori. Dopo oltre due mesi dal fatto i lavori non sono iniziati né sono in programma perché i tecnici della Provincia hanno sempre risposto picche a causa di problemi di natura finanziaria. È quindi necessario attivare ogni utile procedura al fine di garantire il diritto fondamentale all'istruzione degli studenti iscritti, tutti provenienti da comuni della Provincia di Caserta. Non è pensabile, infatti, che si possa riprendere con il nuovo anno scolastico l'attività didattica in 28 aule disponibili, a fronte di 66 classi funzionanti, interrompendo di fatto un servizio pubblico. Ma i genitori dei ragazzi, di fronte all'incertezza, oltre a manifestare - un genitore si è anche incatenato al cancello della scuola - ed esporre polemici striscioni, come quello con la scritta «Pericolo - Caduta Squola Pubblica», hanno avviato una contribuzione volontaria inviando denaro alla scuola. "Al momento - dice Carafa - non si è mosso nulla. Ho scritto all'assessore regionale Lucia Fortini e abbiamo investito del problema il Ministero. Le istituzioni si muovano".

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