Rifiuti, sindacato critico sulla riorganizzazione

Piazza dei Giudici - Cronaca

operatori ecologiciE' "muro contro muro" tra il comune di Capua e gli operatori ecologici. A scendere in campo sono i sindacati che contestano la "riorganizzazione aziendale" che l'ente intende discutere nella riunione in programma il prossimo 31 maggio. Riunione alla quale la Cisl, principale sindacato presente sul cantiere, non ci sarà. "La riorganizzazione aziendale prevista dal contratto federambiente – afferma il segretario provinciale della FIT CISL Rosario Cipollaro - è materia di discussione con l'impresa a cui fanno capo i lavoratori, nella fattispecie l'Impresud. Al momento, viste l'incertezza sull'affidamento dell'appalto, non esistono le condizioni per affrontare tale problematica per non saremo presenti all'incontro". La Cisl invita il Comune a non procedere in tal senso "per evitare – dice – di creare i presupposti di riconoscimento da parte dei lavoratori di un rapporto di lavoro subordinato diretto con il comune di Capua". Una nuova grana per gli amministratori cittadini che confidavano molto in questo incontro. Un occasione, evidentemente, per ridiscutere di tutti gli aspetti economici dei dipendenti in modo tale da "offrire" alla nuova azienda subentrante all'Impresud, una situazione più leggera sotto l'aspetto dell'impegno finanziario. E la CGIL è sulla stessa linea d'onda della Cisl. "Gli aspetti relativi alla riorganizzazione – afferma Ciaramella della segretaria provinciale del sindacato – non compete alla stazione appaltante. Il comune non può discutere di questo". Chiusura, dunque, da parte dei sindacati che vedono in questa vicenda una sorta di intromissione dell'ente. Ma non è finita qui. La Cisl attraverso il RSA del cantiere Giovanni Guarino interviene sugli inquadramenti economici dei dipendenti sostenendo che non sono questi aspetti a "gravare" sui costi per le aziende. "E' bene chiarire – afferma – che è vero che l'Impresud lascia per motivi economici legati all'eccessiva onerosità del costo del servizio ma la situazione è aggravata dal mancato pagamento del canone mensile alle varie aziende che si sono succedute sul cantiere". Guarino passa poi ad analizzare quelle che sono le reali situazioni inerenti i dipendenti che hanno portato ad un aumento dei costi. "18 dipendenti dice – nel 2010 hanno visto trasformato il loro rapporto da part-time a full-time; 9 dipendenti hanno maturato, dopo cinque anni, aumenti parametrali, dal 1° luglio 2011 c'è stato il rinnovo contrattuale nazionale ed ancora ci sono dipendenti che hanno maturato scatti di anzianità o avanzamento di livello per le mansioni effettivamente svolte". Per Guarino si tratta in realtà di tutte cose regolari che si registrano in tutte le aziende pubbliche e private. Ed è per questo, evidentemente, che il capitolato d'appalto prevede adeguamenti ogni anno, proprio per far fronte ai costi del personale che aumentano naturalmente secondo le leggi vigenti. E Guarino punta l'indice contro il mancato pagamento del canone, vero motivo di difficoltà per le aziende. I dipendenti del cantiere sono ora sul piede di guerra e l'annuncio della convocazione della riunione ha acceso gli animi. "C'è n vero e proprio allarme sociale – conclude Guarino – ed è urgente trovare la soluzione". Intanto il Comune, in merito alla vertenza avanzata dai lavoratori attraverso l'avvocato Pesce, per il riconoscimento delle spettanze pregresse e dei diritti maturati, ha annunciato opposizione. La giunta Antropoli ha deliberato di dare mandato ad un legale per tutelare l'ente.

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