Bombola di gas tra le fiamme, interviene il Radiosoccorso

Piazza dei Giudici - Cronaca

È bastato passare qualche ora in compagnia della squadra AIB della Protezione Civile “Radiosoccorso SOS” di Capua per rendersi conto di quanto sia difficile prevenire e, soprattutto, controllare la furia delle fiamme che ultimamente, troppo spesso, arrivano a lambire le case.

Oggi, soprattutto, come già scritto da Casertace, l’SOS Capua ha dovuto fronteggiare un grosso incendio che ha praticamente sfiorato l’acquedotto di S.Angelo e rischiato di aggredire in maniera seria il secolare bosco di S.Vito. Appena pochi minuti dopo, un altro rogo scoppia nei pressi del parco residenziale“Rosa dei venti” di S.Angelo, arrivando vicinissimo ai balconi e rischiando di creare non pochi percoli alla palazzina.  Da dire che il fronte di fuoco era stato estinto, in mattinata, da una pattuglia dei vigili del fuoco che, però, non ha evidentemente notato la BOMBOLA DI GAS che era stata avvolta dalle fiamme e solo per un fortunatissimo caso non è esplosa. E’ stato compito dei volontari specializzati della protezione civile verificare lo stato di quella che poteva essere una bomba letale e sottrarla al calore che, per la seconda volta, la stavano avvolgendo. Gli uomini dell'Sos hanno poi provveduto a rimuovere dal posto il pericolosissimo rifiuto. Se fossero esplosi i residui di gpl contenuti nell'involucro di ferro corrosissimo, la bombola avrebbe potuto avere gli stessi effetti di un ordigno deflagrante. Tutto questo sul ciglio di una strada molto trafficata, dove spesso si allenano ciclisti e podisti. Un'area a pochi metri da un condominio pieno di gente.

“Troppo spesso abbiamo a che fare con comportamenti folli che mettono in pericolo non solo il patrimonio boschivo e faunistico di Capua” – ha dichiarato il presidente dell’associazione Antonio Pellegrino –“ e anche con palesi e pericolosissimi rischi dovuti alla faciloneria di vandali o semplici incivili.” Tuona ancora il presidente:” solo sabato scorso abbiamo dovuto fronteggiare da soli il pauroso incendio che ha devastato il monte Tifata: nessuna pattuglia è potuta venirci in ausilio visto che tutti i mezzi erano impegnati su 40 fronti di fuoco. Ed i fondi destinati allo spegnimento sono sempre di meno e sempre più difficili da ottenere”.Una giornata di fuoco quella appena trascorsa sul monte Tifata e nel bosco di S.Vito: 4 incendi in 6 ore hanno messo a dura prova gli uomini e i mezzi che quotidianamente combattono contro il malcostume tutto meridionale di appiccare fuochi dolosi in ogni dove., ovunque si possa arrecare danno per fare “dispetto” al confinante o per creare pascolo fruttuoso per le greggi. Sala radio regionale impazzita, canadair ed elicotteri che volano in continuazione, mezzi per l’antincendio boschivo che non fanno in tempo a spegnere un rogo che subito ne viene appiccato un altro.

Le foto postate in galleria sono il degno riassunto della scellerataggine umana che arma la mano di piromani, mitomani o semplici sbruffoni che per il gusto di sentirsi protagonisti distruggono migliaia di ettari al giorno e causano un danno allo stato di svariati milioni di €.*

 

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