Immobili "fantasma", a Capua sono 250

Piazza dei Giudici - Cronaca

palazzo comunaleFamiglie, imprese, associazioni e parrocchie, enti pubblici. Ci sono un po' tutti nella "lista nera" dei proprietari di immobili che non risultano al catasto. A Capua, secondo i dati forniti dall'Agenzia del territorio, gli immobili cosiddetti "fantasma" sono circa 250. Una cifra considerevole per una cittadina di poco più di 18 mila abitanti. L'elenco redatto dall'Agenzia è stato recapitato al Comune che ha ora il compito di divulgarlo. Da quello che si evince dalla comunicazione del direttore dell'Agenzia, ci sono molti terreni sui quali sono state "rilevate" una serie di strutture "sconosciute" alla stessa Agenzia I cacciatori di case fantasma sono stati, negli anni scorsi, soprattutto le guardie del Corpo Forestale, attraverso sofisticate apparecchiature elettroniche come i gps e immagini scattate dall'aereo. Con molta probabilità non tutte le 250 anomalie rilevate dall'Agenzia sono tali ma è chiaro che c'è una larga fetta di immobili adibiti a case, attività commerciali e industriali e perfino strutture sociali e religiose che non risultano in regola. E la prima conseguenza di questa situazione è sicuramente il mancato introio, per gli Enti locali, delle imposte sugli immobili (ici) e quelle sullo smaltimento dei rifiuti. I controlli effettuati dall'Agenzia dell'Entrate riguardano tutti i comuni d'Italia e, per quanto riguarda Capua, nell'elenco figurano oltre a numerosi cittadini, importanti aziende che operano nel settore dell'edilizia, una parrocchia, distributori di benzina e, una notissima azienda casearia. Non è detto che gli immobili fantasma siano case abusive come facilmente si potrebbe ipotizzare, mega-ville con piscina e palazzi realizzati ex novo in mezzo al verde. Nella stragrande parte dei casi, potrebbe trattarsi di piccoli manufatti e annessi agricoli. I proprietari dei terreni setacciati dal catasto dovranno ora regolarizzare la propria posizione.

LA "FOTOGRAFIA" DEL CATASTO IN TUTTA ITALIA

L'Agenzia del Territorio ha presentato l'attività di regolarizzazione dei fabbricati mai dichiarati al Catasto o che hanno subìto variazioni non dichiarate dalla parte, altrimenti conosciuti come "immobili fantasma". Come è noto, attraverso un processo basato sulla sovrapposizione delle foto aeree ad alta risoluzione alla cartografia catastale, è stato possibile individuare 2.228.143 particelle del Catasto terreni, nelle quali si è constatata la presenza di potenziali fabbricati non presenti nelle banche dati catastali. L'intera operazione ha consentito di individuare 1.081.698 unità immobiliari di diverse tipologie a cui è stata attribuita una rendita (definitiva o presunta) pari a 817,39 milioni di euro. Questa azione di recupero dei fabbricati mai dichiarati, oltre ai risvolti civilistici connessi all'identificazione del patrimonio immobiliare ed a migliorare la trasparenza del mercato, ha un effetto significativo sul recupero dell'evasione nel comparto. Il Dipartimento delle Finanze ha stimato che la maggiore rendita iscritta in atti, sia con le procedure standard di adempimento da parte del proprietario sia con l'attribuzione di una rendita presunta da parte dell'Agenzia del Territorio, determina un maggiore gettito quantificabile, ai fini IMU, in circa 356 milioni di euro, ai fini dell'imposta sui redditi (IRPEF e cosiddetta "Cedolare secca") in circa 110 milioni di euro e ai fini dell'Imposta di registro sui canoni di locazione pari a circa 6 milioni, per un gettito stimato complessivo, erariale e locale, pari a circa 472 milioni di euro. Si deve inoltre tener conto che la normativa vigente prevede il recupero delle imposte per gli anni precedenti e ciò andrà a produrre un ulteriore considerevole recupero di gettito fiscale in termini di accertamenti e ruoli.

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