Il saggio di don Peppino Centore dedicato ad Elena Bono

Piazza dei Giudici - Cronaca

don Peppino CentoreOrganizzata dall'Amministrazione comunale la pubblica presentazione dell'appena edito saggio di Don Giuseppe Centore dedicato ad "Elena Bono, l'uccello di giada" e che la Brignoli Edizioni è stata ben felice di dare alle stampe che si è svolta sabato scorso, presso il "palazzo di città" in Piazza dei Giudici. Un evento culturale di rilievo come d'altronde accade da decenni ad ogni nuova opera pubblicata dal notissimo letterato, filosofo e teologo capuano presente in sala. Con lui, al tavolo dei lavori, per i saluti di apertura, c'erano il sindaco Carmine Antropoli e l'editore Immacolata Brignoli, il prof. Andrea Milano (Università degli Studi di Urbino) che ha sviluppato un intervento critico ed il moderatore Carmine Matarazzo (Issr Capua). Don Giuseppe Centore – "personaggio di spicco della cultura casertana" - si legge in una nota dell'editore - è "considerato uno dei massimi poeti religiosi (e non solo) del Novecento italiano" – torna così a "sorprendere" i suoi entusiasti lettori di sempre, proponendo ad essi ed ai più giovani una figura importante e ingiustamente poco conosciuta del panorama letterario nazionale. Elena Bono - che il 29 ottobre 2011 ha festeggiato il novantesimo compleanno - è infatti scrittrice, poetessa e traduttrice di straordinario acume. Addirittura "incandescente" è stata definita gran parte della sua produzione in cui dominano la raccolta di liriche "I galli notturni", il romanzo "Morte di Adamo" ritenuto un capolavoro da Emilio Cecchi e Nazareno Fabbretti, nonché la trilogia "Uomo e superuomo" ispirata "al tema della Resistenza, intesa nella sua accezione non solo storica ma anche esistenziale ed universale". Per lei, terziaria francescana, nativa di Sonnino (Latina) e ligure di adozione, "la scrittura è essenzialmente mistero" ed il suo cristianesimo "si basa sull'uguaglianza amare-soffrire" alla sequela di Colui "che con le sue piaghe ha redento il mondo". Molto acutamente si è detto: "Le pagine di Elena Bono, intense e profonde, pesano come la vita quando ci costringe alle domande fondamentali sul tempo, sul nulla, sul dolore, sulla libertà dell'uomo, sulle sue responsabilità, sulla sua salvezza. L'eterna lotta tra vero e falso, tra bene e male, tra vita e morte trova il suo superamento nell'esperienza fondamentale dell'incontro con Gesù Cristo, nella scoperta della dimensione di un trascendente presente e vivo nella storia di ogni uomo e di ogni epoca". Queste scarne ma eloquenti citazioni bastano a comprendere le ragioni per cui l'attenzione critica di Don Centore s'è concentrata sul profilo e sull'opera della Bono. Resta però forte l'attesa di capire - già nel corso della presentazione e poi "divorando" il saggio - la versione che ne fornisce, a cominciare dalla titolazione del volume che, per ora, lascia soltanto trapelare ardìti battiti d'ali e l'affascinante esigenza di scoprire, accarezzare e teneramente custodire autentici pilastri dell'anima e preziosi oggetti di culto.

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