Il massacro dei "Briganti" nel libro di Gaetano Marbello

Piazza dei Giudici - Cronaca

palazzo LanzaIl massacro dei “Briganti” postunitari nel Meridione d’Italia e il genocidio dei “Pellirosse” sono raccontati con grande passione dall’avvocato Gaetano Marabello nel libro, fresco di stampa, “Briganti e Pellirossa” edito da Capone Editore con l’introduzione di Valentino Romano. Il libro sarà presentato anche a Capua, sabato 14 aprile, a palazzo Lanza grazie all’iniziativa promossa dal presidente dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, Giovanni Salemi. L’autore, prima della presentazione capuana, sarà impegnato a Caserta presso il Liceo Manzoni dove terrà una lezione ai ragazzi agli studenti nell’ambito del II° Seminario di Studi Storici organizzato dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie con il Patrocinio dell'amministrazione Provinciale di Caserta e grazie alla disponibilità della scuola di cui è Dirigente la Dott.ssa Adele Vairo. Nell'ambito del seminario i ragazzi del Manzoni hanno già avuto modo di vedere il film di Pasquale Squitieri "Li chiamarono Briganti" cui è seguito un interessante e appassionato dibattito. Il II° seminario, infatti, è incentrato sul tema del cosiddetto Brigantaggio. Nel libro, l’autore esplora un terreno vergine in quanto, almeno per ora, i due eventi “storici” narrati non sono stati ancora trattati dalla saggistica. Infatti, non risulta che l’accostamento dei due momenti storici sia mai stato oggetto di una pubblicazione ad hoc come appunto quella di Marabello. Il libro ripercorre la storia di “Pellirosse” che, dopo la scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo nel 1492, subì un vero e proprio genocidio. I coloni bianchi, infatti, cacciarono fino a determinarne quali l’estinzione, i bisonti, animali dai quali le tribù indigene ricavavano cibo, pellicce e altro ancora. Ma la strage degli Indiani fu opera soprattutto dell’esercito yankee che per espandersi all'interno del Nord America cacciò ingiustamente i nativi dalle loro terre compiendo veri e propri massacri senza risparmiare donne e bambini. Oggi i Pellerossa non costituiscono più una nazione essendo stati espropriati non solo della terra che abitavano, ma anche della memoria e dell’identità culturale. Stessa sorte per il popolo meridionale dopo l’Unità d’Italia con lo sterminio di quelli che furono etichettati come “Briganti”. Nel decennio dopo l’Unità d’Italia si contarono 266mila morti e quasi 500mila condannati. Uno stato pacifico come le “Due Sicilie” fu completamente annientato. La repressione contro il Brigantaggio fu una vera e propria guerra civile che ha provocato eccidi spaventosi in cui furono massacrati e trucidati centinaia di migliaia di contadini meridionali, persino donne, anziani e bambini, insomma un vero genocidio perpetrato a scapito delle popolazioni del Sud Italia. Una guerra conclusa tragicamente e che ha prodotto drammatiche conseguenze, a cominciare dal fenomeno dell’emigrazione di massa dei meridionali, in pratica un esodo biblico paragonabile alla diaspora del popolo ebraico e l’annientamento dell’economia locale. Fatti sconosciuti ai più che oggi, anche grazie alla saggistica, come nel caso di “Briganti e Pellirossa”, vengono finalmente alla luce.

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