CAPUA - Il sindaco Carmine Antropoli interviene sul futuro dell'ex campo profughi

Piazza dei Giudici - Cronaca

Un tempo ospitava i profughi oggi invece è un ricettacolo di rifiuti e di persone senza fissa dimora. E' l'ex campo profughi di Capua dove, a parte uno sparuto gruppo di famigliole polacche, vivono rom e senza tetto in condizioni igienico-sanitarie peggio di una discarica abusiva. Qualche anno fa, nel tentativo di evitare che i senza fissa dimora prendessero possesso di alcune case fatiscenti, le stesse palazzine furono buttate giù. Un tentativo di "bonifica" rimasto a metà sul quale sono in corso indagini della magistratura. L'area è di proprietà del Demanio della regione Campania ora potrebbe cambiare volto e destinazione. La prossima settimana, infatti, il consiglio comunale sarà chiamato a ratificare una delibera che riguarda proprio l'ex Caps. "Finalmente – afferma il sindaco Carmina Antropoli – siamo riusciti a conseguire un risultato importantissimo per tutta la città, l'area diventerà di proprietà comunale. Questo grazie alla tenacia e al lavoro di questa amministrazione e di quella precedente che hanno messo in atto tutte le azioni per acquisire l'area". Una doppia soddisfazione quella del primo cittadino perché l'operazione non avrà alcun costo per le casse dell'ente che, com'è noto, non godono di buona salute. "L'ex campo profughi sarà acquisito a costo zero, il Demanio lo cederà gratuitamente al nostro comune. Questo a conferma che la linea che ho adottato già alcuni anni fa è stata quella vincente. In passato alcuni politici, quando ancora era in piedi l'ipotesi che nell'ex campo profughi si sarebbe costruito il nuovo ospedale, un Dea di II° livello che avrebbe dovuto accorpare l'Ospedale "Palasciano" e il "Melorio" di Santa Maria, mi hanno criticato per non aver acquistato l'area. Alla fine, invece, ho dimostrato che l'area si può ottenere senza sborsare un euro, alla faccia della Cassandre!". Tramontata l'ipotesi del nuovo ospedale (il "Palasciano" è stato accorpato "funzionalmente" al "Melorio" per poi essere definitivamente cancellato) quale sarà il destino dell'area? Per ora è presto dirlo ma è lo stesso primo cittadino ad avanzare alcune ipotesi che, se attuate, potrebbero cambiare il volto di un pezzo della città. "Il primo passo – precisa Antropoli – è quello di entrare in possesso dell'area, cosa che faremo attraverso una delibera di consiglio comunale e al termine di un lavoro che questa amministrazione ha portato avanti in sinergia con il direttore regionale del Demanio, Dario Di Girolamo. Conclusa questa fase ne inizierà un'altra, finalizzata alla vendita all'asta dei terreni". In questo modo l'amministrazione rimpinguerà le casse comunale, fortemente "provate" dal dissesto finanziario ma punta – come sostiene il sindaco – a riqualificare la zona attraverso l'intervento di privati e imprenditori che acquisteranno il bene. "L'area – afferma Antropoli – è fortemente degradata sotto ogni punto di vista e, grazie alla vendita, sarà assicurata la bonifica e la trasformazione attraverso un piano casa". Un piano che, nelle intenzioni del primo cittadino, prevede la costruzione di nuove palazzine. "L'area – afferma – è edificabile, quindi gli acquirenti potranno edificare immobili e servizi e, anche in questo modo, si riqualificherà a zona". Via dunque le vecchie palazzine fatiscenti, le macerie delle recenti demolizioni e le baracche come da tempo chiedevano i residenti della zona a suon di petizioni, esasperati per il degrado imperante e per la pericolosità dell'intera zona. "Ma non ci sarà – precisa il primo cittadino – una cementificazione selvaggia. L'obiettivo è quello di riqualificare, anche con nuovi insediamenti, nel rispetto delle leggi. Ritengo che l'acquisizione dell'ex campo profughi rappresenti un vero e proprio fiore all'occhiello per quest'amministrazione perché oltre ad essere un operazione economicamente vantaggiosa per il comune rappresenta un occasione di sviluppo dell'intera area a sud della città. Una vera e propria trasformazione con conseguenti benefici sul territorio perché si rimetteranno in moto importanti settori dell'economia, fino ad oggi penalizzati dalla forte crisi che sta attraversano l'intero Paese".

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