CAPUA - Frattasi e Gucchierato: "Il dissesto tra operazioni mediatiche e bugie"

Piazza dei Giudici - Cronaca

ANTONIO GUCCHIERATO E PASQUALE FRATTASI"In questi mesi c'è stata un'operazione mediatica tendente a confondere i cittadini, principalmente attraverso dichiarazioni alla stampa, in cui si affermava che anche l'opposizione aveva votato "a favore" del dissesto. Come dire che chi ha commesso l'omicidio (la maggioranza) e chi ha tentato di evitarlo (la minoranza) sono entrambe colpevoli perché tutte e due hanno preso atto che la persona è morta". E' quanto sostengono i consiglieri di minoranza Antonio Gucchierato e Pasquale Frattasi che ripercorrono le "tappe" di quanto fatto fino ad oggi, in termini di suggerimenti e proposte, sulla spinosa questione del dissesto. "Quando nell'autunno del 2012 – affermano - proponemmo alla maggioranza consiliare di aderire subito, prima che fosse troppo tardi, alla legge "salva dissesto", che definimmo "medicina amara", per evitare il "veleno" del dissesto, fummo accusati di fare terrorismo psicologico nella città diffondendo preoccupazioni false perché, dicevano, la situazione economico-finanziaria del comune era in salute. Quando, poi, alla fine di maggio 2013, con un'inversione a 180° ma con la solita supponenza, come se loro lo avessero sempre sostenuto, si decisero ad avviare le procedure per aderire al "salva dissesto", dopo i mesi inutilmente persi, in cui si era ulteriormente aggravata la situazione finanziaria, dovettero prendere atto che il bilancio non era più riequilibrabile. Si arrivò, quindi, automaticamente, alla dichiarazione di "dissesto". E' è a questo punto – sostengono i due consiglieri - che è scattata l'operazione e quella che definiscono "faccia di bronzo" "quando – dicono - si lasciò intendere che il dissesto era quasi un'opportunità positiva e si arrivò a dichiarare che: "con il dissesto non cambierà nulla l'unica differenza è sull'aliquota IMU della seconda casa". Purtroppo – dicono Frattasi e Gucchierato – "le bugie hanno le gambe corte" e la conferma è arrivata nel corso dell'ultimo consiglio comunale. "Dove – affermano – a causa del dissesto, si è proceduto a determinare imposte e tasse locali: IMU, Addizionale Comunale, Irpef, Pubblicità, Diritti Pubblica Affissione e COSAP per il 2013 e a Rideterminare le tariffe della mensa scolastica". E pongo l'interrogativo: "Questi sono costi per i cittadini o pagano gli amministratori? La verità è che il delirio dell'infallibilità ha impedito e impedisce qualsiasi forma di autocritica e, quindi, la possibilità di un reale cambiamento di rotta nell'azione amministrativa che, innanzitutto, coinvolga la città, sia fondata sul confronto, sull'umiltà, sul disinteresse personale e, soprattutto, sia al servizio dei cittadini". La nota di Frattasi e Gucchierato si conclude con un post scriptum attraverso il quale invitano a fare una riflessione: "In un recente Consiglio Comunale, per dimostrare l'incapacità di amministrare di una forza politica, si affermò che nei pochi mesi in cui un loro, allora, consigliere aveva gestito la delega al bilancio si era verificato il "deficit strutturale" dell'Ente. Oggi, che si è verificato il dissesto, nessuno è, ora, incapace, nessuno deve fare autocritica, nessuno ne deve trarre le naturali conseguenze?"

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