CAPUA - XVI Commemorazione dei Soldati delle Due Sicilie Caduti nella battaglia del Volturno

Piazza dei Giudici - Cronaca

UN MOMENTO DELLA COMMEMORAZIONESabato 5 ottobre, nella città che un secolo e mezzo fa vide il capitolo finale dello scontro tra "garibaldesi" invasori e borbonici, si è celebrata, per il sedicesimo anno consecutivo, la Commemorazione dei soldati del Regno delle Due Sicilie Caduti nella battaglia del Volturno del 1° ottobre 1860. Battaglia che è stata incerta fino all'ultimo ma decise di fatto le sorti del conflitto decretando, dopo la drammatica e dolorosa parentesi dell'assedio di Gaeta, la fine del legittimo governo borbonico nel meridione della Penisola. La manifestazione è stata organizzata dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie e dall'associazione culturale "Capitano G. De Mollot", con il patrocinio del Sovrano Militare Ordine Costantiniano di San Gorgio, dell'amministrazione provinciale di Caserta e dell'amministrazione comunale di Capua. La mattina, la prevista sfilata è stata, purtroppo, fortemente ridimensionata dalla violenta pioggia che ha colpito la città mentre nel pomeriggio le condizioni meterologiche ancora non proprio favorevoli hanno però consentito regolarmente il previsto corteo lungo tutto il Corso Gran Priorato di Malta. I cavalieri costantinani con i loro mantelli "blu de roi" preceduti dai soldati del reggimento "Real Marina" di Caltanissetta, dai reparti dell'Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie del gruppo "A-Storia Historical Re-enactments" di Savona, e dal "3° Reg.to Principe" di Napoli, formando un corteo molto suggestivo, hanno sfilato lungo il previsto percorso, per raggiungere l'austera lapide marmorea che ricorda la sfortunata battaglia ed i valorosi figli di questa Nobile Terra che caddero per la difesa della loro Patria e del loro Re. Qui, mentre risuonavano forti, nitide e struggenti le note dell'inno di Paisiello, due cavalieri dell'Ordine Costantiniano hanno deposto una corona d'alloro. Assai suggestiva la coreografia studiata dagli organizzatori e magistralmente diretta dal colonnello Pasquale Mingione, con un folto stuolo di cavalieri costantiniani a fare gli onori alla lapide mentre dall'altra parte della strada i soldati e i marinai delle Due Sicilie, irrigiditi sugli attenti, seguivano con piglio marziale il dipanarsi della toccante cerimonia. Quindi il cav. Maurizio Di Giovane ha tenuto un breve ma significativo sermone ricordando il valore dei soldati "Napolitani" che una vulgata storica partigiana ha troppo spesso deriso e vilipeso. Dopo di che, preceduti dal corteo di soldati e cavalieri, ci è recati nella vicina chiesa di Santa Maria Maddalena per la celebrazione eucaristica officiata da don IL CONVEGNOFrancesco Pappadia la cui vibrante omelia ha toccato i cuori di tutti i presenti. Il pomeriggio si è concluso con il convegno che si è tenuto presso l'aula consiliare del palazzo municipale di Capua, in Piazza dei Giudici. Il comm. Giovanni Salemi, presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie e dell'associazione culturale "Capitano De Mollot", da sempre vero ed instancabile motore dell'organizzazione, ha aperto i lavori spiegando le ragioni per le quali ancora oggi, dopo così tanti anni, è giusto, anzi indispensabile, ricordare quell'evento e quei soldati che persero la vita per difendere il loro amato sovrano e il loro legittimo regno dall'attacco proditorio degli invasori piemontesi. Ha poi letto alla numerosissima platea un messaggio inviato dal Duca di Castro, S.A.R. il principe Carlo di Borbone Due Sicilie, che si è congratulato per l'organizzazione di un evento ormai consolidato e di grande impatto emotivo. Sono intervenuti il sindaco di Capua dott. Carmine Antopoli, l'avv. Guglielmo Lima, assessore al marketing territoriale, i Delegati del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, il prof. avv. Franco Ciufo, Delegato Vicario per il Lazio ed il marchese Don Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Delegato per Napoli e Campania. Quest'ultimo ha anche consegnato una medaglia di bronzo di benemerenza dell'Ordine al sig. Antonio Nigro di Capua, nonché, al dr. Giovanni Salemi, la pergamena che sanciva la nomina a Commendatore di merito con Placca. Molto gradita la presenza in sala della dott.ssa Antonietta Capparella della Cancelleria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Come ormai da tradizione Giuseppe Catenacci e Maurizio Di Giovane hanno presentato un pamphlet, stampato appositamente per l'occasione, a cura dell'Associazione Nazionale ex allievi della Nunziatella, intitolato "La gloriosa fine di un Regno. Note sulla campagna militare d'autunno dell'esercito napolitano riportate dalla 'Gazzetta di Gaeta' del 1860". La parola, quindi, è passata ai bravissimi relatori: il prof. Giovanni Turco (Università di Udine) che si è soffermato su "Tradizione, centralismo, autonomie", l'avv. Gennaro Grimolizzi (Identità Europea) autore di un intervento su "Europa: il ritorno dei piccoli stati. Autonomie, piccole patrie, radici cristiane" e il prof. Antonio Sciaudone (Seconda Università di Napoli) che ha parlato de "La Nazione Napoletana e l'Europa dei popoli". I lavori sono stati coordinati e diretti dallo storico e giornalista Fernando Riccardi. Chiusi i lavori la serata si è conclusa con un suggestivo momento conviviale presso la masseria "GióSole" di Capua. E' stata questa l'occasione per rinsaldare antichi legami e profonde amicizie tra gente innamorata del Sud che non vuole solo guardare nostalgicamente alle grandezze di un passato glorioso ma che, traendo spunto dagli accadimenti del tempo che fu, intende tracciare, specialmente alle giovani generazioni, la strada giusta e gli insegnamenti idonei a procurare la rinascita di un meridione oltraggiato, piegato e messo in ginocchio da una classe dirigente sempre più miope ed incapace. Una strada di certo difficile, sinuosa ed irta di ostacoli ma che bisogna assolutamente iniziare a percorrere se si vuole riacquistare la dignità perduta. E ancora una volta da Capua e dalla commemorazione dei soldati morti durante la battaglia del Volturno parte un segnale forte e chiaro. Un segnale di speranza. Un segnale che tutti i figli del Sud che si sentono veramente tali non possono non sentire.

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