L'Idv interviene sulla vicenda del gassificatore e sul dissesto

Piazza dei Giudici - Cronaca

scaleranicola.jpgL'Idv con una nota di Nicola Scalera, interviene sul gassificatore e sul dissesto al Comune di Capua

 

La politica italiana di quest'estate sta offrendo il peggior campionario degli ultimi anni: polemiche a raffica per un'intervista concessa da un giudice mentre è considerato normale un comizio tenuto a Roma, tra l'altro senza tutte le dovute autorizzazioni, da un condannato in via definitiva che, ovviamente, deve mettere tra le priorità del paese la "riforma" della giustizia che lo ha condannato. La città di Capua, per non smentire la sua fama di "regina del Volturno", non poteva sottrarsi a questo show della mala-politica estiva per cui, assieme alla partecipazione del suo Sindaco al comizio romano, la città vive una serie di eventi cruciali per la sua storia futura. Sul gassificatore: è passato da pochi giorni l'anniversario del 2 Agosto 2012, data della firma della convenzione con la Provincia, in pratica un preliminare di vendita del terreno. Un documento fasullo nelle sue fondamenta poiché con esso l'amministrazione capuana stava cercando di vendere un bene che non era, e non è tuttora, di sua proprietà; una proprietà tanto dubbia, ad un anno di distanza, che il Commissario provinciale ha dovuto avviare una procedura di esproprio per non bloccare l'iter e gli affari ad esso connessi. La contraddizione della vicenda sta nel fatto che mentre sui tavoli della propaganda i politici regionali parlano di un Piano Regionale dei rifiuti da riscrivere (ultime dichiarazioni appena del Giugno scorso), su quelli dell'affarismo più spregiudicato gli stessi politici avallano, con il loro silenzio, decisioni contraddittorie: se infatti il Piano Regionale è da riscrivere non ha nessun senso sbloccare un iter che è ormai su un binario morto, magari prendendo anche "impegni" con penali per l'eventuale prossimo bando di gara. Ma si sa che l'affarismo ha le sue regole e che spesso queste non possono essere spiegate in pubblico. Quello che invece in pubblico hanno devuto spiegare è l'avvio della procedura di dissesto finanziario del Comune di Capua, ormai sancito da documenti ufficiali, vedi la delibera di Giunta n.136 del 2 Agosto 2013. Ancora un 2 Agosto? nella storia della città? Se l'incrocio tra le due date è casuale, non c'è dubbio alcuno sull'incrocio tra i destini del bilancio e dell'impianto. Basterebbe ricordare che nel Dicembre 2011, per una ventina di giorni, prima dell'intervento dei Revisori dei Conti del Comune, l'ammontare della vendita del terreno, per un ammontare di un milione e cinquecentomila euro, era persino entrato nei bilanci dell'Ente. Ora che il dissesto è prossimo dobbiamo radunare le forze sane della città e prepararci a ricostruire. Nel contempo vanno invitati, cortesemente e democraticamente, ad uscire dalla porta coloro che hanno condotto la città alla rovina: sia chi ha amministrato la città che quanti hanno fatto con loro coalizione nelle elezioni bulgare del 2011, la città e il suo futuro non gli devono più appartenere.

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