Camillo Ferrara: Ricordiamo sentitamente e degnamente il “Sacco di Capua"

Piazza dei Giudici - Cronaca

camilloferrara.jpgL’ Arciconfraternita di Maria ss.delle Grazie –Vulgo Santella – anche quest’anno , come e’ sana tradizione e suo precipuo dovere, ha commemorato il 512° anniversario del Sacco di Capua con una Santa Messa officiata nella Cappella del Sacramento della Cattedrale di Capua il 24 luglio 2013. La S. Messa ,officiata dal canonico don Mimmi’ di Salvia,che e’ anche Padre Spirituale dell’ antica Arciconfraternita, ha visto la partecipazione , oltre che dei Confratelli, del vice Sindaco, ing. Nino
Ferraro accompagnato dal Gonfalone della Citta’ di Capua, scortato dai Vigili Urbani.Alla fine della celebrazione Eucaristica si e’ formato un corteo che si e’ recato presso il Ponte Romano per lanciare nelle acque del Voltuno una corona di fiori in memoria della vittime innocenti di quel tremendo eccidio.Ha partecipato anche un piccolo numero di ciittadini che ha ancora a cuore il mantenimento delle nostre nobili e antiche tradizioni . E’ noto che proprio da quel funesto ed indimenticabile evento trae le sue origini l’Arciconfraternita della Santella. Nell’anno 1901,per la prima volta,per opera dell’ allora Presidente della Compagnia della Morte – cosi’ a quall’ epoca era chiamato il Sodalizio della Santella di Capua – fu commemorato “ quello
strazio disonesto operato in Capua “ per mano del bieco Cesare Borgia,detto il Valentino. Orbene per il giorno della triste ricorrenza venne preparato un programma che, oltre a prevedere la distribuzione di viveri ai cittadini poveri e aiuti ai detenuti e alle persone ricoverate nell’ Ospizio cittadino, si celebro’ un solenne pontificale di requiem nella Chiesa di S.Eligio,alla presenza di tutte le autorita’ civili e religiose .Nelle ore pomeridiane fu scoperta davanti alla Chiesa della Santella la lapide commemorativa che,ancora oggi,sta li’ a ricordarci quel funesto giorno in cui trovarono orribile morte
centinaia e centinaia di inermi e innocenti nostri concittadini. Quella orribile strage e’ ricordata anche dalla cappella della Morte che si trova sulla via che porta a S.Angelo in Formis. Con il passare degli anni pero’ tutto si e’ affievolito, tutto e’ diventato “ pesante” e dal pontificale di requiem ci siamo ridotti ad una normale e semplice Messa senza che la Citta’ partecipi in massa al ricordo sentito e sincero di quel fatale giorno che fu per Capua il 24 luglio 1501. La preoccupazione e’ che, con l’andare degli anni, finisca pure questa semplice, anche se sentita, manifestazione e che il velo dell’ oblio diventi padrone anche di questo DOVEROSO ricordo che nulla costa se non un po’ di impegno e l’amore per la nostra storia e per la Regina del Volturno. Si ritorni al passato con una solenne Messa di requiem , officiata ogn’anno dal nostro Arcivescovo in
Piazza Giudic,i che fu il luogo dove inzio’ la tremenda strage, che trovi la parteripazione sincera e sentita di tutta la nostra Capua insieme a tutte la autorita’ civili e militari. Alti tipi di ricordo fanno bene agli occhi ma non fanno bene alla mente e al cuore! Di tanto me ne faro’ carico chiedendo al Sindaco e all’Arcivescovo mons.Salvatore Visco un incontro da tenersi al piu’ presto con l’Arciconfraternita della Santella , anche per decidere e chiarire su altre secolari manifestazioni religiose che da tempo non si fanno piu’ e che vanno assolutamente ripristinate in quanto appartengono alla sotia civile e religiosa della nostra grande madre Capua.

 

CAMILLO FERRARA

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