"Decreto 35" - Buglione: "Gli amministratori stanno facendo confusione"

Piazza dei Giudici - Cronaca

Il ricorso dell'amministrazione al "decreto 35" per ripianare i debiti della pubblica amministrazione, non convince il consigliere comunale dell'Udc Fabio Buglione. "Gli amministratori - dice - stanno facendo confuzione".  "Se da un lato la cosa non dispiace, - afferma - perché in questo modo i creditori potranno rientrare di quanto dovuto, ma purtroppo non al 100%, da un altro lato ci sono invece alcuni aspetti negativi che, come al solito fa emergere con chiarezza in quale stato confusionale si stanno muovendo gli attuali amministratori. Va chiarito, infatti, che l'erogazione dei fondi al decreto 35 presuppone l'accensione di un prestito presso la Cassa DD.PP., ovvero un ulteriore indebitamento per le casse dell'ente, perché, se è pur vero che della somma elargita a prestito il 90% viene escluso dal patto di stabilità, il 10%, invece, influirà negativamente sui parametri del patto di stabilità ed inoltre per far fronte alla restituzione del prestito si dovrà far fronte ad un incremento delle somme che già si restituiscono per altri prestiti contratti con la Cassa, il tutto a scapito della spesa corrente. Secondaria cosa, il flusso di denaro che arriverà, quando arriverà, non produrrà alcun beneficio sulla gestione corrente dell'ente, perchè, tale flusso di denaro servirà esclusivamente per il pagamento dei creditori, mentre la gestione finanziaria corrente rimarrà invariata, nel senso che, il disavanzo di gestione riscontrato nell'ultimo rendiconto 2012 pari a circa € 2.500.000,00 rimarrà tale con tutti i risvolti negativi che il disavanzo comporterà sulla gestione finanziaria anno 2013, in quanto si tiene conto dei residui attivi e dei residui passivi, costringendo il Comune alla più assoluta inattività e così aggravando ulteriormente le condizioni civili e sociali". Buglione ritiene, infine, non fattibile la strada indicata dagli amministratori per coprire il 30% del debito residuo (il decreto 35 copre fino al 70% ndr) con altre forme di finanziamento e con la riduzione della spesa. "Ci domandiamo – conclude i consigliere centrista - a quale forme alternative si riferisce, forse con ulteriori vendite di beni? E di quali altri tagli si parla, se è stato dichiarato che l'ultimo bilancio di previsione è stato predisposto a capitoli zero?"

M.L.

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