DSM Capua: è scattata la cassa integrazione...

Piazza dei Giudici - Cronaca

DSM E’ scattata la cassa integrazione alla Dsm di Capua con conseguente – come dicono i sindacati – aumenti dei carichi di lavoro. Una situazione che evidentemente si è riflettuta negativamente sui lavoratori visto che per due di loro si è reso necessario il trasporto presso l’ospedale “San Giuseppe e Melorio” di santa Maria Capua Vetere. La denuncia arriva dagli stessi sindacati. “L’operatore di produzione, il signor Chiesa – affermano le Rsu in una nota - è stato trasportato d'urgenza in ambulanza all'ospedale di Santa Maria Capua Vetere dove è stato assistito in pronto soccorso poiché ha accusato fortissimi dolori alla schiena. La causa dello stress fisico sarebbe da ricercarsi nell'eccessivo stress dovuto ai pesanti carichi di lavoro a cui il dipendente è stato sottoposto negli ultimi giorni. Lo stesso Chiesa è stato lasciato solo in reparto a svolgere anche il lavoro di altri operatori posti in cassa integrazione dall'azienda. Stessa sorte è spettata all'operatore Mauro, chiamato a sostituire il signor Chiesa. Esprimiamo, a tal proposito, la nostra preoccupazione per lo stress psico-fisico al quale i nostri colleghi sono sottoposti per le scelte non condivise operate ultimamente dall'azienda. Ricordiamo che due anni fa nel nostro stabilimento hanno perso la vita tre addetti di una ditta di manutenzione”. La Dsm, multinazionale del farmaco, versa in evidenti difficoltà come dimostra l’avvio, lunedì scorso, della cassa integrazione che dovrebbe riguardare quasi tutti i duecento dipendenti. Uno scenario che si paventava da diversi mesi e che ha messo in allarme i lavoratori e l’intera comunità capuana che nel polo farmaceutico locale ha avuto, nei vari decenni, un’importante sostegno per l’economia del territorio. Centinaia di lavoratori, soprattutto capuani ma anche provenienti dai piccoli centri del circondario, hanno trovato un impiego lavorativo nell’azienda in questione e nella vicina Pierrel. Il futuro resta incerto e molti temono che quello della cassa integrazione sia solo il primo passo di un processo che potrebbe portare allo smantellamento dell’azienda. La Dsm, probabilmente, risente delle difficoltà del mercato si appresterebbe a seguire la strada già percorsa da al case farmaceutiche che hanno avviato negli ultimi anni processi di riorganizzazione, forse anche a causa delle sfavorevoli condizioni determinate dalla diminuzione dei prezzi dei farmaci, senza tralasciare gli effetti di una negativa congiuntura economica e finanziaria a livello mondiale. Da quanto si è appreso la cassa integrazione sarebbe stata concertata dall’azienda con le varie componenti sindacali. Un provvedimento, probabilmente, necessario per evitare tagli più dolorosi. Resta da vedere in che modo gli episodi delle ultime ore, incideranno sull’intera vicenda. La Dsm è una multinazionale con sede in Olanda con tre presidi in Italia: Milano, Capua e Filago nel bergamasco. Negli ultimi anni è finita al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica per la morte di tre operai, dipendenti di una dita esterna, morti per le esalazioni dei silos. Solo quattro anni fa era stato annunciato un piano d’investimento di 27 milioni di euro per la trasformazione dell’impianto produttivo. Dopo quattro anni, però, la realtà è ben diversa e la crisi del settore potrebbe dare un’ulteriore colpo di grazia al territorio con gravi ripercussioni per tutte quelle famiglie che dalla Dsm traggono il proprio sostentamento economico.

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