Il nuovo libro di mons. Centore su S. Giuseppe Moscati, mercoledì la presentazione su Italiamia

Piazza dei Giudici - Cronaca

centoresangiuseppemoscatibrignoliIn costante aumento i telespettatori del programma "Anja Show" che ha la sua "base pensante" proprio nella cittadina adagiata sulle rive del Volturno e che ogni mercoledì, dalle ore 21 alle 23, va in onda su ITALIAMIA canale 87 Sky 936. Può dirsi dunque assai contenta la show-girl cancellese della sua trasmissione, di anno in anno più popolare e seguìta. Per la settimana prossima è previsto un eccezionale evento: l'intervento di Don Peppino Centore, straordinaria voce della poesia religiosa italiana del nostro tempo, per la prima presentazione della sua ultima e dolce fatica letteraria dedicata all'amatissimo filantropo, San Giuseppe Moscati. Difatti mercoledì 27 febbraio, nella fascia oraria 21,15-23, nello spazio culturale "Parliamone", sempre affabilmente condotto dal giornalista (anch'egli cancellese doc) Mattia Branco, saranno ospiti Don Centore e lo scrittore Giuseppe Santabarbara della Brignoli Editrice alla quale si deve la pubblicazione del magnifico volume che presto troveremo nelle librerie. In anteprima assoluta si potranno così ascoltare direttamente dall'Autore alcune anticipazioni sulla ricostruzione agiografica da lui curata intorno alla figura del "medico santo" il cui corpo è tumulato nella chiesa basilicale del Gesù Nuovo (o Trinità Maggiore), meta di continui pellegrinaggi dei ferventi devoti e che sorge in Napoli ad occidente dell'antico "decumano inferiore". "La vita è un attimo; onori, trionfi, ricchezza e scienza cadono, innanzi alla realizzazione del grido della Genesi, del grido scagliato da Dio contro l'uomo colpevole: tu morrai! – scrisse lo scienziato che fu anche definito "medico dei poveri", in una lettera, indirizzata il 27 febbraio del 1919 all'avvocato Mariconda – Ma la vita non finisce con la morte – aggiunse – continua in un mondo migliore. A tutti è stato promesso, dopo la redenzione del mondo, il giorno che ci ricongiungerà ai nostri cari estinti e che ci riporterà al supremo Amore!". Una profonda fede, quella di San Giuseppe Moscati, che, strettamente legata ad una tenace e disarmante solidarietà umana, lo condusse alla beatificazione suggellata da Paolo VI nel 1975. Chi conosce la vastissima bibliografia centoriana sa bene non soltanto i toni solenni della sua poesia e la puntuale profondità delle rievocazioni storiche, ma anche le sue stupende rielaborazioni biografiche (come appunto confermano, fra i più recenti titoli, i volumi dedicati all'abate Mugnier - il vicario dagli occhi viola - e ad Elena Bono - l'uccello di giada -). Ed è pure per questa consolidata creatività che il nuovo libro di Don Giuseppe Centore è già salutato da una trepidante aspettativa: si vuole sapere cosa abbia potuto scrivere di più, su quel grande uomo, il poeta capuano che si fa leggere per la nobile finezza di stile e per l'acume delle argomentazioni; si fa strada il desiderio di poter "afferrare" nuovi aspetti, insondati caratteri o ignoti aneddoti del "medico santo". Rientrano, tali attese, nelle costanti che regolarmente si profilano alla vigilia della stampa di ogni nuovo libro firmato da Don Centore, il quale ogni volta "fa centro", lasciando appagato il lettore già da lui condotto per mano fra boschi ed incendi, vicoletti e ghiacciai, per approdare, insieme e sempre, ai giardini dello spirito.

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