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Capua. Videoconferenza: I.T. Falco - gli eccidi nazisti in terra di lavoro.

videoconferenza

 

Nella giornata odierna all’I.T. “G. C. Falco” si è tenuta una conferenza online come momento conclusivo di un percorso progettuale strutturato in occasione della Giornata della Memoria.
Si è raccolto, innanzitutto, l’invito della Regione Campania a far partecipare gli studenti ad eventi visual per una settimana, promuovendo la cultura della memoria, affinché all’indifferenza si sostituisca l’attenzione all’altro. Gli studenti hanno seguito interviste ai superstiti della Shoah di prima e seconda generazione. Hanno ascoltato Sami Modiano, ebreo sopravvissuto al Campo di Auschwitz-Birkenau, nato a Rodi nel 1930. Dal 2005 ha incominciato un’attività ininterrotta di testimonianze ai ragazzi, che spera possano comprenderlo e far tesoro delle sue parole. Hanno ascoltato Miriam Rebhun , autrice del libro “Ho inciampato e non mi sono fatta male” testimone di 2 generazione, non ha vissuto la guerra , non è una sopravvissuta allo sterminio, ma è “figlia ed erede del nazismo e delle leggi razziali fasciste”.
Ha voluto ripercorrere attraverso il libro la storia della sua famiglia, in particolare, quella paterna, della quale non sa quasi nulla. Non ha conosciuto il padre, ucciso in Palestina nel 1948 durante un attentato.
Il messaggio che la Rebhun ha lasciato a tutti gli studenti è un messaggio di speranza, infatti, ha sottolineato che la Shoah è un esperimento doloroso, ma fallito, dunque, dobbiamo lavorare tutti affinché resti soltanto un avvenimento del passato.
Nell’ambito delle iniziative per la Giornata della Memoria il Prof. Giovanni Borrelli ha spiegato agli studenti dell’IT “G. C. Falco” di Capua il dramma del secondo conflitto mondiale che colpì tanti comuni del Casertano, come Pignataro Maggiore, che il 12 e 14 ottobre del 1943 fu teatro di due stragi perpetrate dalla terribile armata tedesca “Göring”. Nel giro di due giorni, in località Taverna e Arianova, contadini e pastori furono catturati e costretti a scavare le loro stesse fosse tombali prima di essere uccisi. Era la furia assassina delle truppe tedesche, che condannò a morte degli innocenti per rappresaglia ad un atto di sabotaggio, l’uccisione di un portaordini tedesco che transitava sulla Casilina, all’altezza del bivio di Pignataro. Proprio grazie al lavoro decennale dell’associazione culturale «La Città del Sole» e del Professore Borrelli, culminato nel libro «Eccidi Nazisti - Pignataro Maggiore ottobre 1943. Una comunità ferita si racconta», negli ultimi anni la cittadina ha riscoperto una storia ormai dimenticata. Dopo un lungo lavoro, nel 2018 Pignataro ha ottenuto la Medaglia d’Argento al Merito Civile dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In occasione dell’iniziativa di «memoria a distanza», sono state, inoltre, trasmesse testimonianze dei familiari delle vittime degli eccidi, estratte dal volume «Eccidi Nazisti» e reinterpretate dai soci de «La Città del Sole». Un apposito spazio è stato invece dedicato a brevi interviste a storici locali: Felicio Corvese e Giuseppe Angelone. Il Presidente dell’Istituto di ricerca «Vera Lombardi», che da anni studia le stragi perpetrate nel Casertano durante la Seconda guerra mondiale, ha curato la prefazione del testo mentre, grazie al contributo di Giuseppe Angelone, sono state rinvenute nei National Archives di Washington D. C. inedite acquisizioni documentali sulle stragi pignataresi: alcune foto della mostra ritraggono i corpi di uomini e persino di un bambino che giacciono a terra al cimitero cittadino nel 1943.
In conclusione è importante ribadire che la Giornata della Memoria non serve solo a commemorare milioni di esseri umani brutalmente uccisi senza nessuna pietà, serve, oggi più di ieri, a ricordare che purtroppo esistono ancora numerose discriminazioni verso chi ci sembra dissimile da noi.
La scuola, in qualità di luogo dove si forma la coscienza di ogni individuo, ha il compito di insegnare agli studenti che la diversità culturale è una ricchezza e di aiutare i giovani a combattere quotidianamente contro ogni forma di discriminazione e di indifferenza.


Prof.ssa Angela Nespoli

 

 

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