Un avvento di attesa alla diocesi di Capua, i primi ' rumores ' per il nuovo Arcivescovo...

Piazza dei Giudici - Cronaca

Il Palazzo ArcivescovileRicordando le parole dell’indimenticato e indimenticabile Arcivescovo Mons. Luigi Diligenza la Chiesa di Capua è un popolo di "mendicanti del cielo in cammino nella Storia".
L’Avvento dell’Anno della Fede si riveste di ulteriore attesa perchè orfana del suo Pastore venuto a Mancare il 21 Settembre scorso.
Significativo il ricordo di Mons. Angelo Bagnasco Presidente della CEI durante la celebrazione per il 25° anniversario della Fondazione migrantes che il Presule Capuano presiedeva.
Il Vescovo dei poveri e degli immigrati veniva chiamato, il vescovo parroco lo abbiamo definito. Un prete che sognava una Chiesa generosa e accogliente dalla cui lettura del testamento spirituale emerge quell’attitudine a vedere negli altri il suo carattere puro e generoso ricevendo delusioni, amarezze e raramente soddisfazioni. Nessuno ricorda Mons. Schettino come un Uomo severo e di polso e a qualcuno andava bene ad altri no, soprattutto quando c’era da prendere delle decisioni ma tutti lo stimavano.
Ora tante sono le domande riguardo la diocesi e le sue scelte pastorali, nel frattempo il plenipotenziario di Mons. Schettino e suo vicario Mons. Piccirillo (in odore di episcopato?) regge per volontà del collegio dei preti consultori dell’Arcidiocesi del Volturno la guida della Chiesa locale e ha annunciato che i tempi per la venuta del nuovo vescovo sono lunghi. La diocesi lo attende per una guida apostolica e per la celebrazione dei Sacramenti.
I rumores sono tanti intorno alla scelta del nuovo Arcivescovo di quella che un tempo fu sede cardinalizia con presuli che raramente si piegarono al potere temporale come Alfonso Capecelatro a cui è dedicato questo 2012 in diocesi.
Le voci parlano dell’allievo del Cardinale Martini Mons. Arturo Aiello di Meta di Sorrento e Vescovo di Teano, uomo di cultura immensa, apertura a 360°, Teologo, scrittore e poeta fine ed illustre, statura elegante, amatissimo dai giovani e innamorato dell’arte e della preghiera con un’attenzione speciale ai poveri.
Altro possibile presule Mons. Marino Vescovo di Avellino che conosciamo per aver ordinato sacerdote il giovane concittadino don Giovanni Palladino qualche anno fa. Pastore zelante e dal cuore generoso. Anche lui colto teologo e padre sincero di molti sacerdoti e fedeli.
Altra persona Mons Giovanni D’Alise dal polso forte e dal cuore aperto all’ascolto e all’amore per il carisma dell’Unità, di probabili simpatie focolarine, anche lui come Schettino parroco per lungo tempo e nella nostra provincia a San Felice a Cancello, amico di alcuni preti dei Mazzoni.
Ma il nome più frequente e insistente è un nome d’eccezione e di qualità, ovvero l’attuale Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Napoli Mons. ANTONIO DI DONNA, pastoralista e teologo dall’animo gioviale e aperto, braccio destro e persona di fiducia del Cardinale Sepe perciò punta di diamante della facoltà teologica dell’Italia Meridionale e della diocesi partenopea. Allievo di Mons. Diligenza e compagno di molti preti della nostra diocesi, S.Ecc.za Mons. Antonio Di Donna è nato a Ercolano (Napoli) il 1° settembre 1952. E’ Vicario Generale della Diocesi e Responsabile dell’Area Pastorale. Ha compiuto i suoi studi nel Seminario di Napoli fino al presbiterato. È stato ordinato sacerdote il 14 aprile 1976. Ha conseguito la Licenza in Teologia Pastorale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e il Dottorato in Teologia alla Pontificia Università Salesiana. Tra i principali incarichi da lui svolti si rilevano quelli di collaboratore del parroco del SS. Rosario a Ercolano; Direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano; Docente di Teologia Pastorale nella Sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; Decano della Forania di Ercolano e Direttore dell’Ufficio Catechistico regionale. È stato Parroco di S. Maria della Natività e S. Ciro a Portici; dal 1998 al 2007 è stato Vicario Episcopale della zona Vesuviana..
Detto ciò sappiamo anche un’altra cosa certa, Benedetto XVI alcune volte continua a stupire per scegliere anche fuori dai nomi suggeriti perciò non sappiamo dove verterà la Scelta dello Spirito Santo e del Santo Padre a cui la diocesi campana è legata da sempre. Potrebbe essere scelto dal Santo Padre tra la terna proposta dalla Congregazione dei Vescovi e dal Nunzio apostolico in Italia.
Il nuovo pastore è chiamato a confrontarsi con la terra di frontiera di Castelvolturno dove emergono i problemi della droga, della criminalità organizzata, prostituzione e immigrazione. Ci domandiamo come gestirà il centro Fernandes che era nel cuore del defunto pastore capuano. Il nuovo Vescovo di Capua è anche chiamato, dopo un periodo di approfondita conoscenza personale del territorio e delle persone, a scegliere i suoi collaboratori e a nominare i parroci predicando la parola e interessandosi dei seguenti argomenti: La formazione del clero da ordinare e ordinato, la comunione presbiterale, il cammino delle parrocchie in sinergia e nelle diverse zone pastorali. Le relazioni dei presbiteri con i fedeli. La catechesi e l’annuncio della Parola di Dio alle persone lontane dalla frequenza ai sacramenti, la coerenza evangelica e la carità non solo verso gli immigrati ma alle famiglie in difficoltà e verso anziani e giovani. L’associazionismo e i movimenti di cui alcuni lasciati soli, altri con molti poteri e altri che si autogestiscono. Il rapporto con le istituzioni di vario genere. L’Arte e la cultura di cui Capua è capitale locale, la vicinanza al mondo del lavoro, dell’impresa, dell’industria e dell’agricoltura largamente presente in diocesi e la ridefinizione dei confini della Diocesi con le Chiese limitrofe alcune delle quali vicine al cambio di guardia per il vescovo anche loro.
Intanto Capua inizia questo Avvento come Popolo dell’Attesa di tempi sociali e spirituali migliori, il mondo della politica ha già largamente deluso, si attende un suo miglioramento e i fedeli vedono nella Chiesa un’ancora di salvezza per la loro crescita personale e spirituale. La Chiesa di Capua è chiamata a scelte concrete e coerenti senza deludere le attese dei credenti e dei giovani impegnati.

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