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Capua. La "Nuroll SPA": chiarimenti in merito alla vicenda del dipendente Teratone

nuroll spa          La Redazione di Capuaonline, dopo aver ricevuto il comunicato delle rappresentanze sindacali che raccontavano la vicenda del sig. Teratone, ha prontamente invitato, per correttezza e garanzia del doveroso contraddittorio, l'azienda a partecipare alla trasmissione. 

La stessa, ha ringraziato e declinato l'invito, inviando alla redazione la lettera sotto riportata.

 

"Egr. Direttore,
quanto alla vicenda, il sig. Teratone non è stato licenziato perché la moglie lavora presso un carcere in cui si sono verificati dei casi di persone positive al COVID-19 o perché egli abbia diligentemente segnalato un rischio di contagio, ma perché il sig. Teratone ha cercato di approfittare dell’emergenza in corso, per assentarsi dal lavoro.
In sintesi: il 3.4.20 il sig. Teratone ha chiesto di potersi assentare dal lavoro per alcuni giorni sino all’esito del test cui la moglie avrebbe dovuto sottoporsi (ndr...).
Come da normative nazionali e da protocollo aziendale, la Società ha subito posto in atto tutte le misure previste per una simile ipotesi (es. allontanamento del lavoratore con invito a rivolgersi al proprio medico, comunicazione all’apposito numero verde regionale, sanificazione straordinaria del sito).
E’, poi, emerso che quanto dichiarato dal sig. Teratone per assentarsi dal lavoro non era vero, perché la moglie non doveva sottoporsi a tampone il lunedì successivo (né in altro giorno) e, come dichiarato dallo stesso sig. Teratone nel corso dell’audizione disciplinare, la moglie non era stata a contatto con le persone contagiate del carcere di Secondigliano, tanto da aver continuato a recarsi al lavoro anche dopo la scoperta dei contagi.
Quanto sopra risulta dalla lettera di contestazione, in cui sono riportati anche i messaggi WhatsApp inviati dall’operaio, e dalla lettera di licenziamento.
Aggiungiamo che gli articoli sinora pubblicati sono particolarmente ingenerosi, non solo perché non rispondenti a verità, ma anche perché Nuroll non ha mai considerato negativamente il fatto che la moglie del sig. Teratone lavorasse in un carcere al centro dell’emergenza e, al contrario, per tale ragione ha dato al sig. Teratone mascherine e scudo in più perché le potesse dare alla moglie, che ne era priva, così come ha fornito mascherine in più a tutti i dipendenti perché potessero darle ai propri familiari. Anche tali circostanze sono facilmente verificabili.
Infine, Nuroll ha chiesto la rimozione o la rettifica delle notizie pubblicate, la cui fondatezza non è stata minimamente verificata dai giornalisti prima della pubblicazione, in quanto lesive della propria immagine e reputazione. Ad oggi alcune testate on line hanno immediatamente provveduto alla rimozione della notizia e delle dichiarazioni del lavoratore e dei sindacati, mentre altre hanno pubblicato il comunicato stampa aziendale."

 

 

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