Banner

Capua. Capua al centro della fase provinciale del torneo studentesco di scacchi. Intervista ai prof. dell’ITET “Federico II” di Capua.

torneo scacchiAnche quest’anno Capua ospiterà la fase provinciale del torneo studentesco di Scacchi.

Incontriamo alcuni docenti dell’ITET “Federico II” di Capua, tra i principali promotori dell’interesse delle scuole verso questa “disciplina”.

 

Prof. M.Mastroianni, perché gli scacchi a scuola?

Il gioco degli scacchi è da sempre considerato come un ottimo “allenamento mentale”. È un gioco che insegna molte cose: disciplina, riflessione, pianificazione, self-control, attenzione, pazienza e fiducia nelle proprie capacità. Inoltre, in qualche modo, tempra il carattere, aiuta anche ad essere più concentrati, più creativi, a ragionare in modo strategico. Questo gioco migliora le facoltà cerebrali e stimola, di riflesso, anche il rendimento scolastico. Per questi e per altri motivi gli scacchi sono consigliati ai bambini e ai ragazzi da pediatri e da puericultrici, in tutta Europa. A darne conferma sono molti studi scientifici che hanno riscontrato come quello che comunemente è ritenuto solo un gioco, in realtà sia un mezzo molto efficace per migliorare la “logica” grazie alla diversità dei problemi che ogni volta si presentano ai giocatori. Infatti, a scacchi non esistono due partite identiche e le situazioni di volta in volta sono differenti. Ciò mette alla prova i ragazzi, facendoli anche entrare nell’ottica del premio-punizione che si ottiene risolvendo o meno il problema che hanno di fronte.

 

In che modo le scuole diffondono questa pratica?

Da qualche anno alcuni Istituti scolastici hanno avviato progetti per lo sviluppo del gioco. Tra questi, c’è l’Istituto Scolastico ITET “Federico II” di Capua. Il progetto è stato ideato per potenziare i processi logici, matematici, di aggregazione e spirito di squadra dei partecipanti. Il progetto intende rispondere anche alle raccomandazioni del Parlamento Europeo che nel 2012 ha presentato un documento ufficiale dove invita le scuole dell’Unione a insegnare a tutti gli studenti il gioco degli scacchi. In Spagna, in alcune regioni, è già materia obbligatoria, così come nelle prime due classi di alcune scuole primarie di Amburgo. in Francia e Romania la materia è facoltativa. In Italia il MIUR ha emanato Note applicative sia nel 2015 sia nel 2016.

 

Che legame c’è tra il gioco degli scacchi e le altre materie studiate?

Il collegamento con la logica e quindi con la matematica e con tutte le materie scientifiche è evidente. Sono stati dimostrati miglioramenti anche nell’apprendimento delle lingue straniere. In particolare, a me interessa potenziare il legame tra scacchi e informatica. Infatti, negli ultimi anni si è particolarmente sviluppato il tema dell’Informatica Ludica e Agonistica (detta “Entertainment Computing”). Si sono avviati progetti di grande rilevanza sui giocatori artificiali. L’analisi della comparazione tra il gioco umano e il gioco artificiale ha aperto nuove frontiere. La ricerca sul gioco artificiale e sui giochi digitali ha fatto grandi passi avanti, con ricadute notevoli in altri campi. Si pensi alla famosa sfida tra BigBlue della IBM e l’allora campione del mondo Garry Kasparov. Recentemente, il sorprendente successo ottenuto da DeepMind (di Google) contro il campione del mondo di “go” ha definitivamente sancito l’importanza critica e strategica dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo tecnologico. In Italia, numerose scuole secondarie del ramo informatico basano quasi l’intero programma didattico di informatica sullo sviluppo di un software per giocare a scacchi… e partecipano anche ad un torneo tra scuole di Giocatori Artificiali!.

 

Va bene l’informatica, ma non corriamo il rischio di allontanarci dal pensiero creativo e magari artistico?

Negli scacchi la creatività serve, eccome. Si tratta di un gioco ricco di sfumature e che può essere condotto con stili molto diversi. Chi gioca spesso a scacchi ottiene migliori risultati nei test di creatività. Sono risultati comparabili, se non addirittura migliori, di quelli che si potrebbero ottenere con programmi specifici per sviluppare la creatività. Come affermò il noto artista Marcel Duchamp (1887 – 1968): “Sono giunto alla conclusione che non tutti gli artisti sono scacchisti, ma che tutti gli scacchisti sono artisti”! – conclude il prof. M.Mastroianni.

 

Chiediamo alla prof. D. Perreca, docente di Scienze Motorie, quali sono stati i risultati finora raggiunti da questo progetto dell’ITET “Federico II”

Nel corso degli ultimi anni l’interesse delle nostre studentesse e dei nostri studenti è andato sempre crescendo. Oggi abbiamo raggiunto il ragguardevole numero di 36 scacchisti tra ragazze e ragazzi. L’anno scorso, dopo aver superato la fase provinciale, riuscimmo ad aggiudicarci il terzo posto delle Regionali nella categoria Allieve, impresa assai ardua, approdando così alla fase Nazionale. In quest’ultima fase del torneo, la prof. Parente ed io avemmo il compito di motivare le studentesse ad affrontare centinaia di concorrenti provenienti da tutta Italia. È stata un’esperienza molto importante per le studentesse coinvolte.

Quest’anno la fase provinciale si terrà nuovamente a Capua, al liceo Pizzi, sabato 7 marzo. Fervono i preparativi!

 

Banner
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Capuaonline.com utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza sul sito. I Cookie essenziali impiegati per il funzionamento del sito sono stati già impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra policy sulla privacy .

Accetto i cookie da questo sito.