Ferraro lascia l'Udc. Ecco la lettera inviata al partito

Piazza dei Giudici - Cronaca

Lettera inviata a Gabriella D'Ambrosio - Segreteria Provinciale UDC

Gent.ma dott.sa D'Ambrosio,

scrivo queste poche righe che seguono per portare a conoscenza Tua e dei dirigenti regionali e nazionali del partito il mio disagio politico e personale. Come sai, il mio impegno nell'UDC nasce sin dalla sua costituzione ed è continuato nei tanti anni che sono seguiti non facendo mai mancare la mia attenzione e dedizione, sempre finalizzati a contribuire all'affermazione di un progetto politico di ispirazione moderata e democratico – cristiana che riuscisse a portare a compimento i tanti progetti riformatori e di innovazione per i quali il partito si è sempre prodigato.

Per esigenze di sintesi, Ti riporto brevemente gli ultimi anni di impegno partitico nella mia cara città di Capua. A partire dalle elezioni politiche del 2008, dove ripresi con rinnovato vigore ad occuparmi a tempo pieno dell'organizzazione della Sezione di Capua e Sant'Angelo in Formis. Come ricorderai, fummo tutti impegnati nelle suddette elezioni politiche che si caratterizzavano per una scelta particolarmente difficile seppur rivelatasi lungimirante: la decisione dei vertici nazionali di presentarsi alle consultazioni elettorali nazionali in autonomia dalle due coalizioni principali. Occorreva un impegno supplementare, finalizzato alla più ampia affermazione possibile del partito e, non da ultimo, alla elezione a Deputato della Repubblica dell'on. Domenico ZINZI, con il quale abbiamo condiviso tanti bei momenti politici. Riuscimmo, non senza difficoltà, a centrare entrambi gli obiettivi. A poca distanza da quella storica data, che tanto entusiasmo ci ha dato, mi ritrovai nuovamente impegnato nella gestione della Sezione cittadina, con il non facile compito di allargare la partecipazione attiva coniugando l'esperienza con il fermento e l'entusiasmo giovanile che l'ottimo movimento giovanile "produceva". A tal proposito, ci fu un complesso lavoro che culminò, nell'Assemblea del maggio del 2009, in un'ampia partecipazione popolare e giovanile e con l'elezione a segretario politico della Sezione del giovane Pasquale Frattasi. Una scelta che trovò, tra l'altro, il sostegno e l'approvazione mia personale e dell'intero gruppo dirigente provinciale. Da allora partì una nuova fase finalizzata a ridare centralità al partito e ascolto alle istanze più disparate provenienti dalla cittadinanza. Svolgemmo, al riguardo, un bel lavoro di stimolo e di proposizione nei confronti dell'Amministrazione comunale di allora, cercando di non mancare mai di un atteggiamento costruttivo e al contempo determinato, fino a giungere alla fiducia che il sottoscritto consigliere comunale di allora accordò, su indicazione dei vertici del partito e condivisione della Sezione locale, nell'indimenticabile 9 aprile del 2010, in maniera numericamente determinante, al Sindaco Carmine Antropoli, consentendogli di giungere fino al termine del suo mandato. Trascorso circa un anno, si approssimavano le elezioni regionali e provinciali. Per queste ultime, si determinò, con nostro sincero piacere, la candidatura alla carica di Presidente dell'Amministrazione Provinciale dell'on. Domenico ZINZI. Ci immergemmo così in una nuova e ancor più entusiasmante competizione elettorale che culminò con l'auspicata elezione a Presidente della Provincia di Caserta dell'on. ZINZI e con una percentuale di consensi a dir poco lusinghieri. Il sottoscritto, in quella circostanza, fu tra l'altro impegnato anche nella veste di candidato alla carica di consigliere provinciale. Seguì a questa competizione elettorale un impegno partitico che iniziava ad occuparsi in maniera più incisiva delle elezioni amministrative che la città di Capua avrebbe vissuto nella primavera del 2011 per scadenza naturale della consigliatura. Ricordo, al riguardo, un solo elemento significativo del grande lavoro svolto: la candidatura di un numero elevato di giovani. Il mio pensiero fu, infatti, quello di anteporre l'interesse partitico a quello personale, fermo restando l'ovvio interesse generale che anima ciascuno di noi in quanto cittadini e uomini politici. Il risultato del partito fu letteralmente sorprendente: raggiungemmo il 17% circa di consensi, andando ben oltre qualsiasi media storica, locale e nazionale. Ma la più grande e bella sorpresa fu un'altra: l'elezione di tre giovani alla carica di consigliere comunale (Fabio Buglione, Gaetano Caputo e Pasquale Frattasi). Un fatto che mi rese ugualmente felice, nonostante il mio risultato di primo dei non eletti. Tralasciando i particolari, coadiuvammo il Sindaco nella fase di costituzione della Giunta Municipale, il quale volle nominarmi assessore e vicesindaco, ricevendo l'approvazione del partito e del gruppo consiliare, come ufficialmente manifestato anche in Consiglio Comunale.

Di lì a poco, pur partendo con i migliori propositi una nuova avventura amministrativa, cominciarono a palesarsi i primi problemi di intesa politica e amministrativa all'interno del Gruppo Consiliare. Problemi che hanno avuto, purtroppo, un'evoluzione negativa culminata, nel febbraio 2012, con la fuoriuscita del dott. Pasquale Frattasi dal Gruppo Consiliare UDC e con le sue dimissioni irrevocabili da segretario politico della Sezione. Tale decisione, come palesato in più occasioni dal consigliere Frattasi, maturò soprattutto dalla grande difficoltà riscontrata dal medesimo nel comunicare con una componente locale del partito poco disponibile al dialogo ed al confronto.

Nel corso dei mesi successivi i dirigenti locali del partito ed in particolare il sottoscritto in più occasioni ebbero imbarazzo per delle azioni politiche mosse da alcuni iscritti poco consone ad un partito moderato.

In occasione di un manifesto apparso sulle mura delle città con il simbolo del nostro partito, all'interno del quale vi erano delle gravi affermazioni nei confronti del dott. Marco Ricci, segretario politico della Sezione del Nuovo PSI e consigliere comunale anziano, crearono le condizioni politiche per far si che il Sindaco revocasse gli incarichi ai due consiglieri UDC rimasti e la carica di assessore e vicesindaco al sottoscritto. Tutto ciò avvenne a poche ore della visita del Presidente della Repubblica nella nostra città. Lo scrivente fu costretto ad avviare, nei giorni che seguirono, una mediazione con le altre forze politiche, anche con il supporto della segreteria provinciale del partito, culminata nel reintegro dello scrivente e nella rassegnazione degli incarichi ai consiglieri comunali. In quella occasione dopo una riunione in Provincia con i vertici provinciali del partito nella quale si decise gli incarichi da attribuire ai rappresentanti del partito e quindi anche all'assessore vicesindaco, il giorno successivo una componente locale del partito chiese allo scrivente di non accettare le deleghe perché non riconosceva la decisione stabilita la sera precedente in seno al partito. Nei mesi successivi l'azione politica del gruppo consiliare fu orientata ancora una volta più verso una critica poco costruttiva che verso una normale dialettica politica capace di ricercare le soluzioni più opportune per portare avanti gli obiettivi politici ed amministrativi del nostro partito. Il Gruppo consiliare agiva in piena autonomia, senza salvaguardare i normali rapporti di confronto e dialettica politica all'interno del partito, rendendosi promotore di azioni poco incisive e del tutto sterili, come in occasione della missiva indirizzata al Sindaco, l'11 luglio scorso, nelle quale si comunicava la sospensione dalla partecipazione dalle riunioni di Giunta Municipale, senza nessun confronto con lo scrivente, fino a quando il Capo dell'Amministrazione non avrebbe convocato il gruppo consiliare per discutere delle affermazioni di un componente della maggioranza apparse sugli organi di stampa nei confronti del nostro partito.

Il colmo si è raggiunto con una lettera della settimana scorsa, a firma dei due consiglieri comunali, nella quale si chiedeva al Sindaco di revocare l'assessore e vicesindaco UDC senza nessuna motivazione politica e, cosa ancora più grave, travalicando le competenze dei firmatari stessi.

La missiva è nata dopo una riunione tra i consiglieri ed il sottoscritto nella quale si era deciso all'unanimità di votare in Giunta una variazione al bilancio, documento già approvato dall'UDC in Giunta nell'agosto scorso. Dopo la suddetta riunione la decisione cambia nuovamente e viene comunicato al sottoscritto via cavo, dopo che lo scrivente si era allontanato, di non partecipare alla riunione di Giunta Comunale. Tale posizione, dal punto di vista dello scrivente, ridicolizzava il partito agli occhi della maggioranza.

Ti risulta palese, cara Gabriella, che nonostante il mio tentativo di salvaguardare in tutti i modi l'immagine del partito, impegnandomi con tutta la mia esperienza e dedizione nel salvaguardare l'unità del partito a livello locale, anche in prospettiva delle imminenti elezioni politiche, è stato superato ogni limite quando pochi giorni or sono è giunta ai giornali una nota anonima, nella quale erano mosse accuse prive di ogni fondamento nei miei confronti, che in ogni caso rischiano di minare la mia figura politica.

Alla luce di tutto ciò, ho ritenuto maturi i tempi, al di là di ogni temporeggiamento e moderazione di animi, di far cessare il mio silenzio e di evidenziarti il mio disagio prima come uomo e poi come politico.

Ti preannuncio che non condivido la scelta fatta dal Gruppo Consiliare di non sostenere l'Amministrazione Antropoli perchè essa non nasce, dal mio punto di vista, da motivazioni politiche ma è mirata solo ad abbattere il sottoscritto, come è stato ampiamente dimostrato nei mesi scorsi dalle azioni e dai documenti prodotti dai consiglieri UDC, non ultimo quello della settimana scorsa nel quale chiedevano al Sindaco di revocare l'incarico al sottoscritto senza una motivazione. Di conseguenza se il partito non mi tutela sono costretto ad intraprendere una strada diversa.

Capua, 25 ottobre 2012

Cordiali saluti

Gaetano Ferraro

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