Omicidio Cantile: ergastolo per Arturo Pellegrino. Condanna anche per il figlio

Cronaca

cantile autoIl 10 gennaio 2014 in Baia e Latina (CE) nei pressi delle palazzine popolari, era stato rinvenuto, attinto da colpi d'arma da fuoco, all'interno di una Fiat Bravo di colore nero, CANTILE Giuseppe cl. 69. Le indagini svolte nell'immediato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta e della Compagnia di Capua, coordinati dalla DDA di Napoli, nelle persone dei Sostituti Procuratori Dott. Antonio D'Amato e Dott.ssa Gloria Sanseverino, permisero di identificare gli autori del delitto ed eseguire un decreto di fermo del P.M. nei confronti di PELLEGRINO Arturo cl. 57, di San Marcellino, affiliato al clan dei "casalesi"- fazione riconducibile al boss Papa Giuseppe, all'epoca sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e del figlio Pellegrino Vittorio cl. 80.
A distanza di poco più di un anno dall'omicidio, in virtù delle inconfutabili prove e degli elementi di colpevolezza raccolti nei confronti dei due congiunti, il GIP, Dott. Francesco De Falco Giannone del Tribunale di Napoli, ha condannato con sentenza di primo grado il PELLEGRINO Arturo all'ergastolo per omicidio ed associazione mafiosa in quanto affiliato alla citata fazione "PAPA", tutt'ora operante nella regione dell'agro caleno ed il figlio Pellegrino Vittorio, alla pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione per detenzione di arma da fuoco in concorso.

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