Truffa per i terreni del cimitero, in manette funzionario comunale e imprenditori

Cronaca

I Carabinieri della Compagnia di Caserta stanno dando esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di 3 indagati ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. L'attività di indagine ha consentito di disarticolare un vero e proprio sodalizio criminale formato anche da pubblici funzionari del Comune di Caserta ed imprenditori che, in maniera fraudolenta curavano tutte le fasi della compravendita, a privati cittadini, di suoli sui quali erigere cappelle gentilizie per i defunti, all'interno del cimitero di Caserta.

Ad oggi oltre 50 i casi scoperti per un volume d'affari che si aggira oltre 1 milione di euro. Destinatari del provvedimento giudiziario sono Carmine Macrino di Teano ex direttore del cimitero e gli imprenditori Alfredo Fiorillo e Filippo Della Peruta. L'indagine, che riguarda ben 30 persone, ha accertato - come sottoline il Procuratore aggiunto Luigi Gay - una serie di illeciti concernenti l'assegnazione, l'edificazione e l'occupazione di suoli e cappelle funerarie all'interno del Cimitero di Caserta ed ha avuto inizio alla fine del 2009 a seguito di due denunce-querele sporte da altrettanti cittadini casertani, i quali, credendo di aver acquistato secondo legge un suolo nel cimitero di Caserta sul quale erigere una cappella funeraria per i defunti della propria famiglia, si accorgevano che, sul medesimlo da loro acquistato, era stata già eretta una cappella da altro soggetto non legittimato. Da tale spunto investigativo iniziava una lunga serie di accertamenti, effettuati con puntualità e solerzia dai Carabinieri della Compagnia di Caserta. all'uopo delegati, dai quali emergeva un sistema di truffe, perpetrato con continuità, ed organizzato da vari soggetti (tra cui alcuni dirigenti e dipendenti dei Comune di Caserta ed altre persone titolari di imprese edili private) i quali hanno dato vita ad una associazione a delinquere finalizzata alla commissione degli illeciti suddetti e che ponevano in essere una serie di truffe in danno di privati cittadini, per un volume d'affari che ammonta a un totale di circa 2 milioni di euro. In pratica gli indagati, avvalendosi del loro ruolo professionale nonché dell'incarico istituzionale ricoperto all'interno del Comune di Caserta, circostanza idonee sia ad avvalorare le loro proposte truffaldine sia a "coprire" gli illeciti svolgendo essi stessi il ruolo di controllori all'interno dell'area cimiteriale casertana e con la complicità consapevole dei titolari di ditte edili private, nonché di persone che svolgevano il ruolo di "procacciatori", venivano in contatto con cittadini che. dovendo fronteggiare l'improvvisa scomparsa di un congiunto, e ritenendo di aver attivato una legittima procedura per ottenere la concessione cimiteriale (ed invero gli stessi si rivolgevano a funzionar! comunali addetti ai vari servizi cimiteriali ed edilizi), venivano raggirati in quanto ricevevano falsa documentazione amministrativa ed effettivamente entravano nella

disponibilità di latto di suoli e/o cappelle. Quindi, le vittime, ritenendo di aver seguito una legittima procedura amministrativa, inconsapevoli della falsità della documentazione loro consegnata, elargivano ingenti somme di denaro per inesistenti cessioni e/o concessione di suoli cimiteriali, che, nella realtà, erano rimasti nella proprietà dei legittimi assegnatari e non ancora utilizzati. In sostanza, grazie alla complicità di dipendenti del comune di Caserta coinvolti nella truffa, gli imputati eludevano l'iter per l'assegnazione in concessione dei suoli cimiteriali da parte dell'Ente Comunale ai cittadini in possesso dei prescritti requisiti, ed effettuavano una commercio illecito e truffaldino delle aree pubbliche consentendo illecite occupazione da parte dei truffati ed escludendo i legittimi assegnatari. Il "sistema" ha funzionato per lungo tempo in quanto hanno operato vari soggetti aventi ruoli diversificati ed idonei a rendere difficilmente rilevabile la truffa, ovvero: / pubblici funzionari, i quali garantivano e consentivano le illecite occupazioni, approntavano la falsa documentazione e, quando sorgeva qualche problema ma "sistemavano" in qualche modo la situazione consentendo il perdurare delle occupazioni illecite e, talora, tacitando i legittimi assegnatari consentendo che gli stessi, a loro volta, occupassero abusivamente altri suoli; gli

"imprenditorr che avevano i contatti con le vittime, incassavano quanto dovuto per i lavori e realizzavano, o simulavano di aver realizzalo le opere; / "procacciatori" il cui compito principale era quello di contattare i privati "pubblicizzando" la possibilità di ottenere facilmente, senza impegnarsi in prima persona in estenuanti "iter burocratici".

 

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