Al RUA "Insieme è possibile"

rua_teatro.jpgOltre 1.000 militari nel grande hangar in "versione teatro". Alla loro testa, naturalmente, il generale di Divisione Antonio Zambuco, comandante del Raggruppamento unità addestrative (Rua) sempre intensamente attivo nel settore della prima decisiva formazione dei Volontari in ferma prefissata (Vfp). Accanto a lui gli stretti collaboratori, a partire dal vice, il colonnello Caimi – veneto e, dunque, almeno per una volta "spaesato" – dal comandante del 17° Rgt "Acqui", colonnello Roma, e da altri alti ufficiali, con o senza signore. Sul palcoscenico una Compagnìa di prim'ordine da nome carico di speranza – "Insieme è possibile" – e di lungimirante invito al prezioso "spirito di squadra". In scena 'O scarfalietto, opera perennemente godibilissima del grande Eduardo Scarpetta. Applauditi interpreti lo stesso regista, Pasquale Brasilio, e F.Ascione, B.Naclerio, M.Brasilio, A.Totaro, S.Vitale, C.Riccio, P.Brasilio,, M.Di Martino, A.Parisi, A.Granato, P.Farina, F.Parisi, G.Esposito, G.Cataldo e S.Panariello (un cognome arcinoto nel mondo dello spettacolo e, per giunta, -pensate- nel personaggio di un "pubblico ministero"). Ma tutti, tutti bravi per interpretazioni calibrate e felicemente comiche, ancorché dense di umanità.

L'evento artistico in un ambito militare ordinariamente rigoroso si è snodato nella serata di mercoledì 15 gennaio, proponendosi -come ha dichiarato il comandante del 17°- come "occasione innanzitutto di piacere per tutti i ragazzi, per tutti gli intervenuti" -aggiungendo poi- "La Compagnìa è stata veramente speciale; in particolare, il terzo atto ha sfoderato una verve addirittura trascinante, suscitando un entusiasmo che si sentiva anche dal coro di applausi all'unisono di tutti noi". Al generale-comandante Zambuco, per grado e competenza, la gioia di esternare piena approvazione all'iniziativa realizzata, non lesinando sincere congratulazioni e ringraziamenti agli artisti così abili nelle interpretazioni e agli ospiti che avevano appena condiviso la presenza allo spettacolo. Egli inoltre ha voluto evidenziare, con un breve discorso, il valore complementare della cultura in genere e dell'esperienza teatrale, in specie, a pausa ed a supporto dei compiti addestrativi assegnati al Rua. Per una serata, infatti, l'enorme schiera di soldati in ordinaria divisa ha potuto godere lo svago di una rappresentazione che, in realtà, ha creato una valvola di divertimento a fertile intervallo del diuturno e gravoso impegno formativo. Certo – e lo ha ben posto in rilievo il generale – un hangar non è un teatro, ma la volontà supera ogni ostacolo, sicché, per merito dei tecnici (che, nel campo dello spettacolo, svolgono una funzione importante quanto sovente dimenticata) l'acustica è stata regolata nel miglior modo possibile. Non poteva avvenire diversamente, allorché sul palcoscenico si esibiva un valente gruppo di attori ed attrici chiamato appunto "Insieme è possibile". Dunque, mitraglia (ogni giorno) e maschera (una tantum). Altrimenti detto, giovani che imparano ad usar le armi per ..."difendere la pace", in Italia e nel mondo, contenti di riavvicinarsi alla finzione scenica, alla maschera che tutto vorrebbe nascondere e che invece rappresenta lo specchio della vita, in una dimensione creativa che fa ridere e sorridere, comunque ammonendo. Il che fa prevedere, per il futuro, repliche dell'esperienza gioiosamente vissuta, "Zambuco benedicente".

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