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La festa di Sant'Antonio Abate

sfilata-carri2La tradizione di Sant'Antonio Abate si celebra a Caserta, soprattutto a Macerata Campania e a Portico di Caserta.


Strumenti usati per la tradizione sono:

Falci: Attrezzo di ferro lavorato e tagliente, viene suonato con un piccolo attrezzo, anch'esso di ferro.
Tini: Tavolino di legno a tre piedi, viene suonato con due piccole mazze.
Botti: La stessa che si utilizza per il vino, ma nella tradizione di Sant'Antonio svolge una funzione diversa. Si suona con un maglio (detto mazzafune)


Come si svolge e cos'è:

La festa di Sant'Antonio è la festività più importante e sicuramente più sentita dal popolo di Macerata Campania e dalle popolazioni dei paesi limitrofi.
Essa rappresenta un momento storico, culturale, artistico-folcloristico dell'intera cittadinanza viene celebrata il 17 gennaio ogni anno. Il periodo di festeggiamento
è inoltre completato dal sabato alla domenica che lo precede. Un mix di religiosità, tradizioni e partecipazione popolare, la festa di Sant'Antonio Abate è soprattutto
questo. L'evento si svolge con il culto del santo ed anche con la tipica ed ineguagliabile sfilata delle "Battuglie di Pastellessa", ovvero dei "Carri di Sant'Antuono
su cui si trovano i cosiddetti "Bottari di Macerata Campania". La particolarotà legata ai Bottari di Macerata Campania è appunto dovuta essenzialmente dalla tipologia
degli strumenti utilizzati: botti, tini e falci, che sono strumenti di uso contadino che assumono una nuova veste di natura musicale: le percussioni ottenute dal
battere continuo dei magli sulle botti, il rollio delle mazze aui tini e gli alti ottenuti battendo dei ferri sulle falci portano alla creazione di quel "magico"
suono chiamato "Pastellessa".

Sant'Antonio è considerato il protettore degli animali domestici, perciò è raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella.
Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo.
Intorno al 250, a Coman, in Egitto nacque Antonio. A soli vent'anni abbandonò tutto per seguire il consiglio di Gesù: "Se vuoi essere perfetto, va' vendi ciò che hai..."
rifugiandosi in una zona deserta dell'Egitto, tra antiche tombe abbandonate e successivamente sulle rive del Mar Rosso, dove visse per 80 anni.

 

Tessitore Emanuele
ITIS G.C Falco Capua 2 CIN
Cronisti di Classe 2021/22

 

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