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Intervista a Francesco Massarelli della direzione artistica cinematografica del Teatro Ricciardi

 

teatro-ricciardiIl Teatro Ricciardi di Capua è uno dei palcoscenici più prestigiosi della provincia di Caserta. Per anni punto di riferimento per tutti coloro che amano il teatro e il cinema. Negli ultimi anni, grazie alla passione e alla lungimiranza dei nuovi gestori, il teatro ha ripreso questo suo ruolo, portando nella città di Capua artisti di calibro nazionale e internazionale. Abbiamo scambiato due chiacchiere con Francesco Massarelli che si occupa della direzione artistica cinematografica del Teatro Ricciardi.

 

Il Teatro Ricciardi ha ripreso "vita" da qualche anno e finalmente è tornato il cinema anche a Capua. Come sceglie i film da inserire in programmazione per offrire al pubblico una vasta scelta di generi?

 

F.M.: Solitamente la nostra attenzione è stata rivolta a quei film, spesso provenienti dai principali festival internazionali, che in sala trovano minor spazio. Questo della ripartenza però è un anno particolare, bisogna rivolgersi ad un pubblico più vasto possibile per rimettere in moto la comune passione per la sala. In tal senso, senza mai rinunciare alla qualità abbiamo fin qui preferito puntare sulle migliori produzioni italiane, che grazie anche ai loro prestigiosi cast hanno un forte impatto sul pubblico.

 

Gli incontri con registi e attori sono sempre una grande occasione per scoprire più da vicino il mondo del cinema. Crede che possano davvero donare valore aggiunto alla visione dei film? Quale incontro svolto a Capua ricorda con più affetto e perché?

 

F.M.: Si, sono assolutamente convinto che l'incontro con l'autore o con i protagonisti del film consolidi il legame tra lo spettatore e l'opera e fornisca una bella occasione di confronto e di conoscenza della genesi creativa. Negli anni ho incontrato tantissimi registi ed operatori del mondo cinematografico e con la maggior parte di loro ho stabilito bei rapporti di amicizia. Tra gli ospiti del Teatro Ricciardi mi piace ricordare in particolare l'incontro con Benedetta Barzini, top model italiana degli anni '60 in perenne conflitto con il culto dell'immagine, protagonista del documentario La scomparsa di mia madre diretto da suo figlio Beniamino Barresi

 

"Il cinema ritrovato", che rivaluta grandi pellicole del passato e le riporta sul grande schermo, è una delle rubriche più seguite del Teatro Ricciardi. Lei pensa che sia importante mostrare film del passato anche a chi non ha avuto la possibilità di vederli al momento dell'uscita? E perché anche il cinema del passato può dire tanto anche oggi?

 

F.M.: La collaborazione che da anni il Teatro Ricciardi ha avviato con la Cineteca di Bologna ci inorgoglisce e ci regala emozioni profonde proprio perché è una delle rare occasioni in cui vediamo la sala riempirsi di giovani. È importante che ci sia per loro la possibilità di vedere opere mai viste prima in sala ma sarebbe bello se quelle occasioni fossero l'occasione per avvicinarsi anche alla proposta cinematografica contemporanea. Dopo aver visto la sala piena per Mulholland Drive mi sarei aspettato che quello stesso pubblico fosse tornato per

vedere un'opera innovativa e visionaria come Titane di Julia Ducournau, vincitrice della Palma d'oro a Cannes, ma purtroppo così non è stato.

 

Uno dei film più attesi di questo periodo è sicuramente il nuovo lavoro di Sorrentino "È stata la mano di Dio". Senza svelarci nulla, ci dica cosa ne pensa.

 

F.M.: Ho amato moltissimo È stata la mano di Dio, che ho definito capolavoro umano oltre che cinematografico per la capacità che ha avuto Sorrentino di raccontare con tanta umiltà le pagine più dolorose della propria vita. Senza anticipare nulla, posso affermare che è un'opera che piacerà sia a chi ha sempre amato il suo cinema, sia chi in passato lo ha amato meno.

 

Cosa c'è in programma per i prossimi mesi? Quali sono secondo lei le uscite per le quali prestare maggiore attenzione?

 

F.M.: Nel mese di dicembre grande spazio a due attesissime opere italiane come I fratelli De Filippo di Sergio Rubini (girato anche a Capua) e Diabolik dei fratelli Manetti, ma anche ad una piccola ma deliziosa opera prima, Querido Fidel, della giovane regista napoletana Viviana Calò, una commedia piena di garbo, vincitrice del Bif&st di Bari. A Gennaio certamente proporremo l'opera che Pablo Larrain ha dedicato alla memoria di Lady Diana, Spencer, già in concorso a Venezia 78.

 

Giovanni Piantadosi 
3 cmm  IT 'G.C. Falco'
Cronisti di Classe 2021/22
 

 

 

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