Capua. Minoja: dissesto, occorre fare chiarezza

Antonio MinojaLa fattispecie è disciplinata dall’art. 244 del Testo Unico sull’ordinamento locale, che stabilisce che si ha dissesto finanziario quando un Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi definiti indispensabili e quando nei confronti dell’Ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio. La mancata definizione di un piano di rientra espone un'amministrazione alla spirale perversa degli interessi passivi: giorno dopo giorno, la massa debitoria aumenta, proprio per effetto degli interessi. Tanto premesso, bisogna precisare che il dissesto finanziario di un Ente locale (che viene deliberato dal consiglio comunale) è cosa ben diversa rispetto al fallimento di un’Impresa privata, che determina l’estinzione dell’impresa stessa, per la semplice ragione che un Ente locale non può cessare di esistere. Proprio per questo, la fattispecie del dissesto finanziario viene rigorosamente disciplinata dalla legge, la cui filosofia è quella di determinare un drastico taglio, una cesura netta tra la gestione del bilancio passato e quella presente e futura. Tutto ciò che appartiene al passato, compresi i residui attivi e passivi non vincolati, viene estrapolato dal bilancio comunale e passato ad una gestione straordinaria garantita da un apposito organo di tre membri per Comune nominato con decreto del Presidente della Repubblica. Questa commissione si occupa del bilancio passato con riferimento al 31/12 dell’anno precedente, redigendo un piano di estinzione con il quale viene azzerata la situazione patologica che ha creato il dissesto. Dal canto suo, il consiglio comunale deve redigere un bilancio risanato, che consenta di superare gli elementi che hanno prodotto il dissesto: per esempio una spesa eccessiva per il personale o per i servizi. Uno dei vantaggi della normativa è che con la dichiarazione del dissesto viene sospesa la decorrenza degli interessi sui debiti vengono bloccate le azioni esecutive. Si interrompe, insomma, quella spirale perversa che produce la crescita quotidiana della massa debitoria. MA C'E' UN PREZZO DA PAGARE, quanto mai salato. Prima di tutto, gli Enti Locali che dichiarano il dissesto, debbono provvedere con risorse finanziarie proprie al rientro! Inoltre, l’Ente Locale, una volta attivata la procedura del dissesto finanziario è obbligato come previsto dall’art. 251 dello stesso Testo Unico ad adeguare le imposte, le tasse locali, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita dalla legge. Quindi le stesse addizionali comunali presenti sulle bollette di utenze (luce,gas ecc)e quelle in busta paga di dipendenti pubblici e privati. Relativamente al personale dipendente, l’Ente ha l’obbligo di rideterminare la dotazione organica collocando in disponibilità il personale che dovesse risultare in soprannumero. Il rapporto tra numero di dipendente per numero di abitanti è previsto dalla legge. Per far fronte ai debiti del passato, la commissione incaricata del risanamento della gestione ha alcuni strumenti: per esempio, la vendita del patrimonio immobiliare disponibile per la parte non strettamente necessaria all’esercizio delle funzioni istituzionali, oppure a liquidazione dei debiti con una percentuale prevista che va dal 40% al 60% del debito effettivamente accertato. Questa è la procedura prevista per legge .Contrariamente a quanto continua a dire qualche consigliere di maggioranza altri aumenti ci aspettano, per consentire un risanamento che se pure comprensivo di debiti pregressi , l’attuale amministrazione ha fortemente incrementato producendo dal 2006 ad oggi una quantità di debiti abnorme. La stessa amministrazione ha ammesso le proprie colpe quando ha dovuto certificare e rendicontare i debiti verso le imprese.(decreto 35 “salva imprese “) La stessa amministrazione ha dovuto certificare i debiti fuori bilancio per aderire al pre-dissesto,in questi documenti è possibile verificare la data di “nascita”, cioè,chi ha prodotto tali debiti. La stessa amministrazione (la proposta di delibera è firmata dal delegato alle finanze Ricci ) ha dovuto ammettere che in determinati settori la quantità di debiti era ancora da verificare; La stessa amministrazione ha ammesso di avere utilizzato per la spesa corrente fondi a destinazione vincolata ( ammettendo di aver distratto fondi );in quantità ancora da verificare; La stessa amministrazione ( o chi per essa ) ha invitato i consiglieri di maggioranza a votare un rendiconto (ultimo scorso ) con un parere negativo sia del responsabile del settore finanze dell’ Ente dott. Mattia Parente sia dell’Organo dei Revisori dei Conti,rassicurandoli che tutto sarebbe rientrato nella normalità visto le procedure attivate (decreto Salva Comuni e Pre-dissesto ) salvo poi verificarne l’impossibilità di restituire il prestito ed essere costretta a ricorrere al Dissesto ,dimostrando ancora una volta l’incapacità amministrativa e l’approssimazione politica con la quale si intende governare. Avremo modo di analizzare più dettagliatamente le responsabilità, soprattutto politiche, di chi ed in che misura ha contribuito al dissesto finanziario dell’Ente. Ci auguriamo ,intanto,che si instauri in clima di confronto e dialogo senza continuare con l’arroganza e la presunzione di essere unici depositari della verità e della ragione ,poiché visto i risultati che spesso l’amministrazione ( o chi per essa ) raggiunge ,vedi commissariamento settore ecologia e per ultimo il dissesto, è una tesi francamente insostenibile .

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