Fervono i preparativi del Falò di Sant'Antonio Abate

FalòFervono i preparativi all'Associazione Socio Culturale "Antico Falò di Sant'Antonio Abate e altre tradizioni capuane", in vista dell'appuntamento che da il nome all'associazione stessa: il falò. L'appuntamento, come tradizione vuole, è per il prossimo 17 gennaio. Quest'anno l'Associazione, presieduta da Alessandro Buglione, anche grazie al fattivo contributo di alcuni commercianti locali, ha preparato un programma che prevede, oltre all'accensione del tradizionale, sfilate di buoi e carrozzelle d'epoca e spettacoli folkloristici.

IL PROGRAMMA COMPLETO

Ore 7.30 - L'alba sarà salutata con spari di bombe carta.

Ore 16.45 - Partenza del Cortei con carri e Carrozzelle d'Epoca da località "Limata" con la partecipazione del Gruppo Folkloristico Vesuviano "Le Tammorre" (Ranieri pasquale da Poggiomarino)

Ore 17.30 Accensione del falò lungo via Porta Fluviale, via Riviera Casilina e Piazza Eboli. A seguire sfilata dei buoi lungo il corso appio, Porta Napoli, piazza dei Giudici e via Duomo

Ore 18.30 Arrivo del corteo in piazza San Roberto bellarmino con l'esibizione della "Danza Storica Strianese"

Ore 19.00 Esibizione dei "Bottari" e degustazione di "salsiccia e friarielli".

Ore 19.30 Accensione del falò di sant'Antonio e della tradizionale maschera "'A Vecchiarella" per ricordare l'inzio del periodo carnescialesco.


Il falò, legato alla figura di sant'Antonio Abate, ha un'antichissima ascendenza antropologica. In epoca precristiana, la pira indicava transizione e rinscita. era parte di un rituale di purificazione in cui scacciare l'influsso malefico, il "fascinum" e propiziarsi abbondnza di raccolto e fertilità per il bestiame. Una volta che il rituale pagano si tinse di religiosità cristiana, il suo elemento predominante, il fuoco, venne, iconograficamente, collegato alla figura di Sant'Antonio Abate. Infatti l'agiografia di questo santo lo propose come vincitore del fuoco infernale, della lussuria e di malattie specifiche tra cui l'herpes zoster. ma il carattere propiziatorio del falò è rimasto radicato nel tempo e ancora oggi si traggono auspici dal movimento della "barba", ovvero dalla fine sospensione di materiale incandescente che mosse con foche da fieno, dopo che il materiale combustibile si è spento, sale in alto, con faville ardenti e ben auguranti.

"L'associazione - afferma Alessandro Buglione - vuole rivalutare e riproporre la suggestiva atmosfera di questo antico rito e invita l'intera cittadinanza a partecipare".

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