Nella giornata di ieri è stato emanato un avviso pubblico con cui si comunica la riduzione degli orari di apertura della sede centrale dell’Anagrafe del Comune di Capua a causa della dichiarata carenza di personale. Al momento non viene formalmente specificato se la misura sarà definitiva, ma il quadro delineato farebbe temere una contrazione significativa e non temporanea del servizio.
Secondo quanto riportato nell’avviso, l’ufficio resterebbe chiuso anche il mercoledì e garantirebbe apertura soltanto il martedì dalle 9:00 alle 11:30 e il giovedì dalle 15:30 alle 17:00, per un totale di quattro ore settimanali distribuite in due soli giorni lavorativi. Una riduzione che inciderebbe in modo rilevante sull’accessibilità del servizio per i cittadini residenti nel centro cittadino e nella zona nord del territorio comunale, che rappresentano la parte più consistente dell’utenza.
Il confronto con la delegazione di Sant’Angelo in Formis evidenzierebbe una netta sproporzione: nella frazione il servizio resterebbe attivo per undici ore settimanali distribuite su quattro giorni. In termini percentuali, la sede centrale arriverebbe a coprire poco più di un quarto delle ore complessive del servizio anagrafe, mentre la gran parte dell’apertura sarebbe concentrata nella delegazione.
Una scelta che solleverebbe interrogativi alla luce della distribuzione reale dell’utenza, composta in larga maggioranza da cittadini residenti a Capua e nelle aree limitrofe. Il rischio, secondo molti, sarebbe quello di rendere meno accessibile proprio la sede più vicina alla maggioranza della popolazione.
Le possibili conseguenze sarebbero concrete: richieste di carte d’identità, certificati, cambi di residenza e altre pratiche essenziali concentrate in finestre temporali molto ristrette, con inevitabili difficoltà di prenotazione e aumento dei tempi di attesa. A risentirne maggiormente potrebbero essere i lavoratori, vista la drastica riduzione dell’orario pomeridiano, e gli anziani o le persone fragili che non dispongono di mezzi propri per raggiungere Sant’Angelo in Formis.
La carenza di personale, pur rappresentando una criticità reale, non dovrebbe tradursi in una compressione dei diritti o in una disparità territoriale. Proprio per questo, alla luce dell’avviso emanat, sarebbe auspicabile che l’ente valutasse l’indizione di un concorso pubblico proprio, così da colmare stabilmente le carenze di organico e offrire al contempo un’opportunità anche ai cittadini capuani interessati a lavorare per il Comune.
Da decenni, infatti, non risulterebbero concorsi banditi direttamente dall’ente: l’ultimo risalirebbe all’epoca dell’amministrazione Antropoli, quando fu avviata la selezione per unità della Polizia Municipale. Da allora si sarebbe fatto prevalentemente ricorso a personale proveniente dall’esterno, senza nuove procedure concorsuali autonome.
Se la riduzione dovesse consolidarsi, il servizio anagrafe della sede centrale rischierebbe di operare al minimo indispensabile. Resta ora da comprendere se si tratti di una misura temporanea o dell’inizio di una riorganizzazione destinata a incidere in modo strutturale sull’accesso ai servizi pubblici cittadini.