59075948 1dd0 4bca bf6a 6b56958c1366È esplosa la protesta questa mattina davanti all’ingresso del plesso di via Brezza, temporaneamente trasferito presso i locali dell’Istituto Fieramosca Martucci. Una mattinata di caos, rabbia e indignazione dopo che, nonostante le recenti sospensioni disposte dal sindaco Adolfo Villani sulla ripresa delle attività scolastiche post-natalizie, i bambini sono stati fatti entrare comunque in una struttura che, secondo numerose segnalazioni, non risulterebbe idonea ad accogliere alunni così piccoli.
Genitori e cittadini parlano senza mezzi termini di una situazione gravissima: mancherebbero i requisiti igienico-sanitari minimi, sarebbero assenti presidi di sicurezza fondamentali come gli estintori e i servizi igienici verserebbero in condizioni definite “indecorose” e “inermi”. C’è chi parla apertamente di “latrine” e di “tugurio”, indignato all’idea che bambini della scuola primaria possano essere costretti a frequentare lezioni in un ambiente del genere.
Una vicenda ancora più delicata se si considera la presenza di alunni fragili, per i quali la tutela della salute dovrebbe essere una priorità assoluta.
Secondo quanto riferiscono diversi genitori, anche le maestre sarebbero indignate, esasperate da una gestione che appare improvvisata e priva di qualsiasi pianificazione. Lo spostamento del plesso, infatti, era noto già dall’inizio dell’anno scolastico: quattro mesi di tempo durante i quali l’amministrazione comunale avrebbe potuto – e dovuto – effettuare sopralluoghi, verifiche strutturali, controlli igienico-sanitari e adeguamenti di sicurezza.
Invece, tutto sembra essere stato rimandato all’ultimo momento, con controlli avviati solo alla vigilia della riapertura e con famiglie informate spesso tramite i social network, in un clima di totale confusione.
WhatsApp Image 2026 01 09 at 12.55.16
Sui social è scoppiata una vera e propria rivolta civica. Decine di commenti accusano l’amministrazione comunale di superficialità, menefreghismo e incapacità amministrativa. C’è chi parla di “diritto allo studio calpestato”, chi chiede se i figli o i nipoti degli amministratori verrebbero mai mandati in quelle condizioni, chi denuncia il rischio concreto di malattie e infezioni per i più piccoli e chi chiede le dimissioni di tutta la giunta comunale.
Nel frattempo, mentre cresce la rabbia dei genitori, il sindaco Villani risulta assente dal dibattito pubblico. Nessuna presa di posizione chiara, nessun sopralluogo pubblico risulterebbe a suo carico, nessuna spiegazione ufficiale in grado di rassicurare le famiglie. Solo silenzio a differenza dell'assessore al ramo che cercherebbe di porre "pezze" per evitare un default amministrativo.
E mentre la città protesta, alcuni sostenitori dell’amministrazione continuano a minimizzare, parlando di riqualificazioni future e fondi in arrivo, parole che per molti cittadini suonano ormai come una beffa di fronte a una realtà fatta di bagni fatiscenti, aule trascurate e sicurezza inesistente.
Un episodio che rischia di diventare l’ennesimo simbolo di una gestione amministrativa che, negli ultimi mesi, secondo una parte sempre più ampia della cittadinanza, “fa acqua da tutte le parti”.
Quando si parla di bambini, però, non dovrebbero esistere improvvisazioni, ritardi o scuse. Qui non è in gioco la polemica politica, ma la salute, la dignità e il futuro di un’intera generazione.
TORNA SU
X

Capuaonline.com

Sul portale Capuaonline.com sono disattivate tutte le funzionalità utili alla copia dei contenuti.